Viminale contro Difesa per il tweet cancellato della ministra Trenta



Il ministero della Difesa si congratula con la Marina Militare con un tweet, ma poi è costretta a fare marcia indietro quando scopre che la notizia del salvataggio di pescherecci italiani dalle motovedette libiche è falsa. Un dietrofront che diventa occasione per una polemica all’interno del governo fra due ministeri: quello della Difesa appunto, guidato da Elisabetta Trenta, e quello dell’Interno, guidato da Matteo Salvini. “Trenta faccia il ministro, si informi invece di polemizzare con Salvini”, affermano fonti del Viminale. “Mai visto un ministero usato a fini elettorali”, replicano dalla Difesa. “Trenta non si tocca”, scrivono sul blog del M5s.

La vicenda

La vicenda ha origine, da un tweet delle 11.47 del ministero della Difesa, poi rimosso, in cui la ministra della Difesa Elisabetta Trenta dice “grazie al coraggio e alla professionalità della marina militare si è evitato il peggio”. Poco dopo, l’ong Mediterranea Saving Humans però chiede chiarimenti al ministro con un altro tweet: “Che cosa sta succedendo? Milizie pagate da Italia e UE catturano migranti e terrorizzano i nostri pescatori?”. A seguire arriva il tweet chiarificatore del ministero della Difesa: “Quanto riportato da un’agenzia di stampa circa un salvataggio della Marina di alcuni pescherecci italiani nei pressi delle acque libiche è falso. Appresa la notizia abbiamo provveduto a rimuovere il tweet precedente”.

La polemica tra i due ministeri

La polemica però monta nelle ore successive, con fonti del Viminale che affermano: “Anziché chiedere alla ‘sua’ Marina Militare, il ministro Elisabetta Trenta si basa sulle agenzie di stampa e poi è costretta a rettificare. Non è informata e non approfondisce: preferisce polemizzare col ministro Matteo Salvini e criticare servitori dello Stato come il generale Riccò. Il ministro della Difesa faccia il ministro della Difesa. Le Forze Armate italiane meritano molto di più”. Replicano fonti della Difesa: “Non ci era mai capitato prima di vedere un ministero, l’istituzione, usata a fini elettorali. In questo caso per attaccare il ministro Trenta. Non c’è molto da commentare, basta avere uno spirito democratico per comprendere la gravità dell’episodio. Dispiace che il Viminale, il cui titolare è Matteo Salvini, piuttosto che occuparsi della sicurezza del Paese, pensi a un tweet. Dispiace per l’Italia”.

Il M5s: “Superata linea rossa, Trenta non si tocca”

La vicenda finisce anche sul blog del M5s: “Oggi il ministero della Difesa, dunque l’istituzione, non il ministro Trenta, ha rettificato un tweet errato. Una sciocchezza nell’ordinario quotidiano. E cosa è accaduto? È accaduto che il Viminale ha attaccato senza alcun motivo la ministra. Oggi si è superata la linea rossa, la Trenta non si tocca”.


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