Video YouTube di pedofili monetizzati dal sito e consigliati dall’algoritmo: la scoperta



Uno youtuber semisconosciuto, che gestisce il canale MattsWhatitis, ha scoperto un pericolosissimo wormhole nell’algoritmo della piattaforma che, attraverso pochi click, potrebbe consentire di accedere facilmente a video innocui che però hanno come protagonisti ragazzi e ragazze minorenni.

Come si può vedere nel filmato presente in apertura, MattWhatItIs pone l’accento sul fatto che creando un nuovo profilo YouTube, ed utilizzando un sistema di VPN, tramite pochi click e la visione di meno di dieci video (cinque, nel caso), sia possibile accedere a filmati pubblicati da ragazzi minorenni e preadolescenti, per i propri coetanei. Spesso nei titoli questi video includono le parole “gymnastic“, “yoga” e “poolday“.

Apparentemente si tratta di video innocui, pubblicati da ragazzi che utilizzano la piattaforma per interagire con gli amici e mostrare le proprie abilità ginniche. Tali filmati non includono alcun contenuto a sfondo sessuale, ma il problema si verifica nei commenti.

Qui infatti lo youtuber ha scoperto un vero e proprio covo di pedofili, in cui utenti maggiorenni fanno apprezzamenti sessuali sulle bambine. Alcuni di questi effettuerebbero addirittura le così dette attività di “timestamping“: passano i video in rassegna per trovare i momenti in cui le ragazze sono in posizioni compromettenti, pubblicando nei commenti il minutaggio esatto in cui è possibile trovare il frame incriminato.

Alcuni di questi scaricherebbero addirittura i filmati per caricarli su piattaforme esterne a YouTube. Matt, nel filmato sostiene che “una volta entrato in questo tunnel, vedrai solo video che hanno protagoniste bambine, anche tra i consigliati. Come mai YouTube non fa nulla per arginare questo fenomeno?“.

L’aspetto più preoccupante è dato dal fatto che sarebbe molto facile per chiunque trovare i video su YouTube, e quindi entrare in questo vortice. Il problema quindi è da ricercare nell’algoritmo, in quanto una volta capito l’interesse di una determinata persona nei confronti di questa tipologia di filmati, li mostrerebbe a ripetizione tra i video consigliati.

Altra scoperta effettuata da Watson è che molti dei video sono sponsorizzati da marchi come McDonald’s, Lysol, Disney, Reese ed altri marchi popolari, i quali evidentemente non sono a conoscenza della falla.

Il filmato in cui viene mostrato l’intero procedimento e spiegato quello che è evidentemente un bug nel sistema YouTube, ha superato il milione di visualizzazioni in ventiquattro ore: sul web è già partita la campagna #YouTubeWakeUp.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *