Ue, Conte: “In Commissione appoggiamo chi ridiscute le regole”


Dopo aver inviato la lettera di risposta all’Unione europea sui conti pubblici italiani, il premier Giuseppe Conte arriva a Bruxelles per il Consiglio europeo ribadendo che il testo “non vuol dire che non rispettiamo le regole, finché non cambiano le regole sono queste”. Per Conte quello contenuto nella lettera, inviata nell’ambito della trattativa sulla procedura d’infrazione evocata dall’Ue, è “un messaggio politico chiaro”. Conte è a Bruxelles per il Consiglio europeo che dovrà decidere sulle nomine dell’Unione europea dopo l’esito delle elezioni del 26 maggio scorso. E spiega: “Il nostro candidato ideale alla presidenza della Commissione Ue è quello che si predispone a cambiare le regole” europee. Conte poi annuncia: “Mercoledì in Cdm faremo definitivamente l’assestamento di bilancio per certificare che i conti vanno meglio del previsto”.

Conte: “Deficit a 2,1% e non a 2,5% come prevede l’Europa”

Nel Cdm di mercoledì, afferma Conte, “noi potremo certificare che siamo attorno al 2,1% del deficit e non al 2,5% come prevede la commissione Ue”. Il premier sottolinea come nella trattativa con l’Ue c’è “un binario tecnico” e un “binario politico”. Su quest’ultimo punto Conte ribadisce che l’Ue ha “un patto di stabilità e crescita che è molta stabilità e poca crescita, dobbiamo invertire un attimo queste regole”.

Moscovici all’Italia: “Non discutiamo le regole”

Quelle di Conte sul rispetto dei vincoli europei sono parole di replica al commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, che sulla lettera del governo italiano ha affermato: “Prenderemo anche in considerazione la risposta di Conte, ma in questo momento una procedura per debito è giustificata, quindi andiamo a lavorare, in maniera costruttiva, per evitarla. Ma non lo si fa attraverso scambi, commenti sulle regole: lo si fa sul rispetto delle regole che sono intelligenti e favoriscono la crescita”.






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