Tensioni Lega-M5S, Salvini: “Abolirei abuso di ufficio”. No di Di Maio


Si apre un nuovo terreno di scontro all’interno della maggioranza di governo: stavolta al centro del contenzioso tra Lega e M55 c’è il reato di abuso di ufficio. La polemica è esplosa ieri sera, quando il vicepremier Matteo Salvini, ospite in una trasmissione televisiva, dichiara:  “Toglierei l’abuso d’ufficio: non posso bloccare 8000 sindaci per la paura che uno possa essere indagato. Ci sono sindaci che non firmano niente per paura di essere indagati”. Una proposta che l’altro vicepremier Luigi Di Maio rispedisce al mittente. “Qualcuno vuole abolire il reato di abuso d’ufficio ma io non voglio tornare indietro ai podestà che facevano quello che volevano. Chi vuole farlo troverà in noi un muro”. replica il leader pentastellato, parlando ad Avellino per la doppia campagna elettorale per le Europee e per le Comunali. (LO SPECIALE EUROPEE – IL QUIZ SULLE EUROPEE – LO SPECIALE ELEZIONI – LO SPECIALE SULLE COMUNALI)

Conte e Salvini a colloquio con Mattarella

Intanto nel corso della giornata di ieri è stato deciso di rinviare l’approvazione del decreto sicurezza e del decreto famiglia a dopo le elezioni europee. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, forte di un lungo colloquio avuto con il Presidente della Repubblica, prova così a sminare il terreno di scontro tra Lega e M5s e posticipa a dopo il voto la convocazione del consiglio dei ministri che dovrà vagliare i due decreti oggetto di riserve da parte del Quirinale. Dopo il faccia a faccia tra Mattarella e il premier, è salito al Colle a sorpresa anche Salvini. Ed è probabile, si ragiona in ambienti parlamentari della maggioranza, che nel corso del colloquio con il Capo dello Stato sia stato affrontato proprio il tema del decreto sicurezza e delle criticità rilevato dal Quirinale che hanno portato il presidente del Consiglio a formalizzarne il rinvio. E allo stesso Salvini a fare un passo indietro accettando la decisione di Palazzo Chigi. “Ho sentito Salvini e Di Maio e convenuto che sia complicato tenere un Cdm domani o dopodomani per cui lo abbiamo rinviato alla settimana prossima, nel primo giorno utile”, ha annunciato a fine giornata il presidente del Consiglio.

Giorgetti: “Così non si può andare avanti”

La decisione è arrivata dopo i rinnovati appelli del leader della Lega a portare, subito, il suo dl all’esame del governo. “Sarebbe un peccato perdere tempo, nel decreto sicurezza bis ci sono articoli contro la camorra, assunzioni per far eseguire le pene. Io sono pronto, mi aspetto la convocazione del Consiglio dei ministri”, ha ripetuto per tutto il giorno. Ma poi, all’annuncio del premier, ha commentato: se “c’è chi preferisce che il dl Salvini venga approvato la settimana prossima non mi do fuoco”. Se il leader del Carroccio ha deciso di indossare l’abito del pompiere, assicurando di voler restare “leale” all’alleato di governo e promettendo che dopo il voto “non cambia nulla”, a mettere il dito nella piaga ci ha pensato però il suo braccio destro. ”Non accuso nessuno, tantomeno il Premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento”, ha attaccato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti puntando l’indice contro l'”immobilismo” dell’esecutivo in carica. Subito ha risposto Di Maio: “Basta minacciare crisi di governo e basta fare la conta delle poltrone. Si pensi al Paese”.




Leggi tutto



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *