Tav, Ponti: “In nostra analisi nessun atteggiamento ideologico”


“Va sottolineata la completa continuità con quanto fatto con il ministro precedente. Questa continuità è anche sul metodo perché le linee guida si basano sull’analisi costi benefici”. Queste le parole del professor Marco Guido Ponti, capo del gruppo d’esperti sull’analisi, che è tornato sulla questione Tav durante l’audizione in commissione Trasporti della Camera sullo studio costi-benefici per la realizzazione dell’asse ferroviario Torino-Lione. Ieri il dossier pubblicato sul sito del Mit ha parlato di un “saldo negativo per 7-8 miliardi”. (LE TAPPE DI UNA VICENDA LUNGA 20 ANNI)

Ponti: “Su analisi noi neutrali”

Il professor Ponti ha poi aggiunto che “occorre scegliere tra gli investimenti pubblici e questo è difficilmente contestabile, ci sono sul tavolo 132 miliardi di euro di investimenti pubblici e credo che sia chiaro a tutti che bisogna determinare le priorità e scegliere e tocca alla politica”. Poi ha affermato che sull’analisi non c’è stato “alcun atteggiamento ideologico. La neutralità del gruppo di lavoro – ha concluso – è come quella di un medico che vede il quadro clinico di un paziente con radiografie e analisi e lo vede molto ammalato. Se il medico è coscienzioso, allora risponde che il paziente è molto ammalato”.

L’analisi costi-benefici

L’analisi costi-benefici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Tav ha bocciato l’opera attraverso un documento degli esperti del ministero. Il dossier spiega come “il progetto presenta una redditività fortemente negativa”, e assume come dati di partenza sulla “crescita dei flussi di merce e dei passeggeri” quelli “non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011”. Nello scenario “realistico”, il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi “a finire” (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero.






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