Tav, l’analisi costi-benefici boccia il progetto


L’analisi costi-benefici del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Tav boccia l’opera (LE TAPPE DI UNA VICENDA LUNGA 20 ANNI). Il documento degli esperti del ministero, pubblicato sul sito del Mit, spiega che “il progetto presenta una redditività fortemente negativa”, assumendo “come dati di input relativamente alla crescita dei flussi di merce e dei passeggeri e agli effetti di cambio modale quelli non verosimili contenuti nell’analisi costi-benefici redatta nell’anno 2011”. Nello scenario “realistico” il valore attuale netto economico (Vane), ovvero il saldo tra i costi e i benefici, risulta pari rispettivamente a -6.995 milioni considerando i costi “a finire” (escludendo i soldi già spesi) e a -7.949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero.

Costo massimo penali di 4,2 miliardi

In caso di scioglimento del progetto della Tav il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi. Lo si può determinare sommando i vari importi contenuti nella Relazione tecnico giuridica collegata all’analisi costi benefici. Molti sono importi massimi ”difficilmente raggiungibili”. Tanto che nella relazione si spiega che “i molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento”. La variabile è dovuta a “più soggetti sovrani” che dovrebbero negoziare gli importi.






Leggi tutto



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *