Sea Watch, Salvini: “Comportamento Olanda disgustoso”


Mentre la Sea Watch continua la sua attesa nelle acque a largo di Lampedusa, sulla terraferma non si arrestano le polemiche politiche circa il destino dei 40 migranti ancora a bordo. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce il suo “no allo sbarco”, finchè i Paesi europei disponibili ad accogliere non avranno dato “garanzie su numeri tempi e modi”. E torna ad attaccare l’Olanda, definendo “il comportamento del governo olandese disgustoso”. Dalla nave, la capitana Carola Rackete (CHI È), parlando con i giornalisti della stampa estera in diretta Skype, ha detto: “Non ho letto i suoi commenti, non ho tempo. Ho 40 persone, più 20 di equipaggio, quindi 60 persone di cui occuparmi. Mi tengono occupata giorno e notte. Salvini si metta in fila”. Intanto, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi torna su un’altra questione, legata in parte al caso Sea Watch: la sicurezza della Libia. Secondo il ministro, infatti, i porti libici “non possono essere definiti sicuri”.

L’attacco di Salvini all’Olanda

“Se l’equipaggio viene arrestato, la nave sequestrata e i migranti ricollocati in Europa allora permetto subito lo sbarco”, aveva detto ieri Salvini. Oggi, il titolare del Viminale ha invitato il premier olandese a prendersi i migranti della Sea Watch: “Non si capisce perché una nave olandese, con un equipaggio tedesco venga in Italia fregandosene delle leggi italiane. Mi sembra una mancanza di rispetto. In 16 giorni sarebbero andati e tornati o a Rotterdam o ad Amburgo”. Poi ha aggiunto: “Il comportamento del governo olandese è disgustoso, se ne strafregano di una nave che batte bandiera olandese. Ho scritto alla collega agli Interni del governo olandese, senza avere uno straccio di risposta”. Intanto, al G20 di Osaka il premier Giuseppe Conte ha avuto un colloquio col premier olandese Mark Rutte.

Moavero: “Diritto internazionale stabilisce definizione di porto sicuro”

Nel frattempo, in un incontro alla Farnesina con l’inviato Onu Ghassan Salamé, il ministro Moavero Milanesi si è espresso sulla questione libica: “La definizione di porto sicuro viene dalle convenzioni internazionali, queste condizioni per la Libia non ci sono. Non siamo noi a dirlo. So che da questo nascono varie precisazioni di carattere mediatico su convergenze di posizioni o meno, ma è un dato di fatto del diritto internazionale”. Inizialmente, nel caso della Sea Watch, il ministro Salvini aveva attaccato la Ong perché si era rifiutata di riportare i naufraghi soccorsi in Libia.

I Paesi Ue disposti ad accogliere e le garanzie chieste dal Viminale

In giornata, Conte ha fatto sapere dal Giappone che “tre o quattro Paesi sono disponibili alla redistribuzione dei migranti della Sea Watch” e la Farnesina ha confermato la notizia, citando “Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri stati membri dell’Ue”. Eppure, per la Commissione Ue resta necessario lo sbarco, affinchè “gli sforzi di solidarietà” possano essere attuati. Ma per il Viminale, “prima di sbloccare la situazione, si attendono precise garanzie su numeri, tempi e modi. Il governo è determinato a perseguire chiunque abbia infranto la legge: dovrà pagarne le conseguenze. Rimane vergognoso il silenzio delle autorità olandesi”. 

La Germania: “Non puntare dito, anche Italia salva vite”

Dalla Germania però sono arrivati segnali distensivi. “Anche il governo italiano ha interesse a una soluzione europea del problema dei migranti e lavora al salvataggio di vite umane. Non è utile in questo momento puntare il dito sull’Italia”, ha detto il portavoce del Ministero degli Esteri tedesco Reiner Breul rispondendo a chi gli chiedeva se l’atteggiamento italiano sulla Sea Watch sia criticabile, aggiungendo che “gli Stati non vanno lasciati da soli”.






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