Scuola, revocato sciopero del 17 maggio dopo accordo governo-sindacati


È stato siglato nella notte, a Palazzo Chigi, l’accordo tra i sindacati del mondo della scuola e il governo, alla presenza del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti e del premier Conte. L’accordo prevede – tra l’altro – più risorse per il rinnovo contrattuale e soluzioni per il precariato. Una volta raggiunta l’intesa, i sindacati hanno sospeso lo sciopero che era stato proclamato per il prossimo 17 maggio

Conte: “Impegno per congruo incremento degli stipendi”

Conte, in un post pubblicato alle 6 di questa mattina su Facebook, ha confermato l’intesa. “Istruzione e ricerca sono un comparto strategico per il nostro Paese e una priorità di questo governo”, ha ricordato il premier. E ha spiegato: “Consapevole di dover investire di più in questo settore, pur in un quadro di finanza pubblica che purtroppo ci pone dei vincoli, il governo si è impegnato a individuare le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti, assicurando un congruo incremento degli stipendi. Le retribuzioni degli insegnanti devono essere adeguate alla responsabilità che ricoprono”. Conte ha poi sottolineato che l’accordo con i sindacati “ha riguardato anche altri temi, tra i quali la definizione degli strumenti per superare il problema del precariato”. Il ministro dell’Istruzione Bussetti a sua volta, dopo l’intesa, ha ringraziato il premier “per il supporto dato alla trattativa” e i sindacati: “Insieme stiamo lavorando per il bene della scuola”.

Cosa prevede l’accordo

In particolare, a quanto si apprende, i sindacati e il governo hanno convenuto sull’opportunità di avviare l’iter del rinnovo del Contratto collettivo di lavoro del comparto Istruzione, scaduto nel dicembre scorso. L’esecutivo si è anche impegnato a garantire il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori. Conte e Bussetti, inoltre, proveranno a reperire ulteriori risorse finanziarie da destinare al personale scolastico in occasione della prossima legge di bilancio, proprio per avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento dei docenti italiani e del personale Ata alla media degli stipendi di quelli europei. Sul fronte dell’università e della ricerca, invece, si punta a consentire una maggiore flessibilità nell’utilizzo del salario accessorio e a incrementare il personale che svolge attività di ricerca e didattica. Sul fronte dell’autonomia differenziata, fortemente osteggiata dai sindacati della scuola, questi hanno ottenuto l’impegno del governo a salvaguardare l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, garantendo un sistema di reclutamento uniforme e che tutto il personale abbia uno stesso contratto collettivo.

 







Leggi tutto



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *