Scommesse sportive, l’Agcom contro il divieto di pubblicità


L’Agcom ha bocciato il blocco agli spot sul gioco d’azzardo. L’intervento dell’Autorità garante per le comunicazioni arriva a pochi giorni dall’entrata in vigore di una norma inserita nel decreto dignità, approvato un anno fa, che ha previsto il divieto di questo tipo di pubblicità e sponsorizzazioni per contrastare il fenomeno della ludopatia.

Confusione tra gioco legale e gioco illegale

Nella segnalazione inviata al governo si parla di “criticità interpretative e problematiche applicative”. In altre parole, la norma avrebbe prodotto una confusione tra prodotti diversi. Per l’Autorità occorre tenere distinto il gioco legale, per il quale “va assicurata la conoscenza e promossa la consapevolezza”, e il vero e proprio gioco d’azzardo illegale, le cui pratiche “vanno distinte e colpite selettivamente”. Con una simile legge si rischia invece di “rendere più difficile distinguere tra offerta di gioco legale e illegale”.

La legge ha pieno effetto dallo scorso 14 luglio

La legge era entrata effettivamente in vigore lo scorso 14 luglio, con lo scadere dell’ultima deroga di 12 mesi concessa dal decreto dignità per i contratti firmati prima del 14 luglio 2018. È prevista una sanzione minima di 50mila euro per chi viola il divieto di pubblicità, una cifra che l’Agcom definisce “poco ragionevole e sproporzionata rispetto a tutti gli altri tipi di violazione”.

Stimata una perdita da 100 milioni di euro l’anno

Ma non è solo questione di multe. L’Agcom fa notare come un simile stop alle sponsorizzazioni comporterebbe mancati guadagni per circa 100 milioni di euro ogni anno. Nella stagione 2018-2019, nella sola Serie A, le sponsorizzazioni da parte di aziende di giochi d’azzardo sono state pari a circa 30 milioni di euro. Una perdita che, segnala ancora l’autorità, produrrebbe una “penalizzazione nei confronti delle altre Leghe europee”.

In gioco anche 300mila posti di lavoro

Oltre al mondo del calcio sono poi coinvolte altre realtà: l’Agcom sottolinea “l’impatto notevole sull’editoria che già vive una forte contrazione dei ricavi pubblicitari”. Ma verrebbe colpito direttamente anche lo stesso settore del gioco legale, che impiega 300mila persone per un gettito fiscale di 10 miliardi l’anno. Si calcola che solo nel 2017, sono stati spesi 100 miliardi in scommesse, di cui l’80% è tornato nelle tasche degli scommettitori sotto forma di vincite.






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