Scandalo Csm, Lotti comunica a Zingaretti la propria autosospensione dal PD


Luca Lotti si è autosospeso dal Partito Democratico a seguito del suo coinvolgimento nello scandalo che ha travolto il Csm. Lo ha annunciato lo stesso deputato su Facebook, con una lettera indirizzata al segretario Nicola Zingaretti. “Ti comunico dunque la mia autosospensione dal PD fino a quando questa vicenda non sarà chiarita – scrive -. Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l’affetto che provo verso gli iscritti del PD, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità”.

Il motivo dell’autosospensione

L’autosospensione segue il pressing all’interno del Partito democratico nei confronti dell’ex ministro, dopo che ieri sono emerse nuove intercettazioni che lo vedono coinvolto. Lotti è stato intercettato mentre discuteva della strategia per la nomina del successore di Giuseppe Pignatone al vertice della procura di Roma insieme a consiglieri del Csm, Luca Palamara e Cosimo Ferri. “Però qualche messaggio gli va dato forte”, diceva l’ex ministro parlando del vice presidente del Csm David Ermini. Uno dei consiglieri, ora autosospesi, raccontava di aver “problemi” con Ermini anche in Disciplinare. E Lotti commentava: “Questo non va bene però”. “Io non giudico nessuno, ma Luca Lotti ora valuti attentamente se è il caso di lasciare il Pd finché non sarà chiarita la sua posizione”, è la posizione del senatore Luigi Zanda, tesoriere del Pd, espressa in un’intervista al Corriere della Sera. Dura anche la reazione dell’eurodeputato Carlo Calenda: “Quello di Luca Lotti non è affatto un comportamento normale. È al contrario inaccettabile da ogni punto di vista. A quale titolo e con quale scopo si concertano azioni riguardanti magistrati? Il Pd deve dirlo in modo molto più netto rispetto a quanto fatto fino ad ora”, twitta. Ma Lotti si difende: “Su di me solo fango, incontri leciti e non ho commesso alcun reato”. “Il mio Pd non pensa alle nomine”, prende le distanze il segretario Nicola Zingaretti, che però non ha chiesto alcun passo indietro al deputato.






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