Salvini al Vinitaly: “Polemiche con M5S? Io bado ai fatti”


“Da qui al 26 maggio parlerò solo di cose da fare e mi riprometto di non rispondere a nessuna polemica”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini mette un punto sui botta e risposta degli ultimi giorni con il collega vicepremier Luigi Di Maio. Dal Vinitaly di Verona, Salvini parla dei suoi prossimi impegni: “Bado ai fatti, mi cucio la bocca, incontro persone. Ieri ero a Genova per la ricostruzione del ponte, i tempi verranno rispettati ed è emozionante, Genova ha dato una bella lezione. Oggi sono qui a Verona, martedì sono all’inaugurazione del Salone del mobile”. E poi aggiunge: “Io lavoro, sta cosa dei selfie… Vabbè”.

“Rappresento il governo del sì”

A Verona, Salvini dice di rappresentare “il governo del sì” e aggiunge: “A me interessa che qui il treno viaggi e viaggi velocemente, se qualcuno aveva dei dubbi se li fa o se li è fatti passare”, in riferimento alla Tav veneta (Brescia-Verona-Padova). Parla poi dei temi al centro dell’attività di governo. A cominciare dalla misura bandiera della Lega, quella quota 100 che per il vicepremier “è l’inizio di un percorso perché l’obiettivo è quota 41”. Si dice infine soddisfatto perché “sul fronte immigrazione l’Italia ha dimostrato che è un Paese serio” e “dal punto di vista della sicurezza, che è il mio lavoro non posso che essere contento”. Il vicepremier parla poi dell’ipotesi che la crescita sia inferiore a quanto stimato dal governo: “Noi lavoriamo perchè la crescita ci sia. A fine anno faremo i conti”.

La questione libica

Un accenno lo dedica anche alla Libia e alla situazione internazionale: “Stiamo lavorando per la pace e il dialogo in Libia con tutte le parti in causa, direttamente o indirettamente io sono in contatto con alcuni ministri del governo però stiamo ragionando con tutti”. “L’intervento armato, le bombe, i cannoni sarebbero un dramma”, aggiunge, sottolineando di “non essere preoccupato per la questione dell’immigrazione perché ormai hanno capito che l’Italia ha finalmente iniziato a difendere i suoi confini”, ma “perché ci sono tanti italiani che stanno lavorando lì”.




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