Revenge porn, ok all’emendamento: intesa con tutte le forze politiche


Dopo la bocciatura in Aula dello scorso 28 marzo, arriva l’ok della commissione Giustizia della Camera a un emendamento unitario sul Revenge porn. Soddisfatta anche l’opposizione che rinuncia ai tempi per i sub emendamenti. Si tratta di un emendamento contestuale al ddl “Codice Rosso”, sulla violenza sulle donne (LE NOVITÀ)

Cosa prevede il testo

Il testo, atteso adesso in Aula, prevede che chiunque invii, consegni, ceda, pubblichi o diffonda immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euro. La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici. La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto viene punito a querela della persona offesa e il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale.

Boldrini: “È una vittoria delle opposizioni”

“È una vittoria delle opposizioni”, esulta Laura Boldrini, mentre Federica Zanella di Fi puntualizza che il testo riprende quello a sua firma “aggiungendo il reato di divulgazione e l’aumento di pena per le condotte realizzate ai danni di disabili”.






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