Regeni, appello dei genitori a Conte: “Pretenda da Al Sisi la verità”


“Buongiorno Signor Presidente Conte… siamo certi che si farà portavoce della richiesta di verità e giustizia sul rapimento, tortura e morte di nostro figlio, avvenute al Cairo tra il gennaio e febbraio 2016. Una tragedia inimmaginabile. Per tutti noi”. Così i genitori di Giulio Regeni, in una lettera pubblicata su La Repubblica nel giorno in cui il presidente del Consiglio incontrerà il premier egiziano Abdel Fattah Al Sisi in Cina, dove si trova per i lavori del forum Belt and Road sulla Via della Seta. “Sono trascorsi ormai più di tre anni e assieme a tantissimi cittadini di tutto il mondo attendiamo di sapere i nomi di tutti i soggetti coinvolti e di vederli assicurati alla giustizia italiana”, auspicano Paola e Claudio Regeni.

“Andare oltre consueti proclami e promesse”

“Le chiediamo di essere determinato ed incisivo con il presidente egiziano, di andare oltre ai consueti proclami e promesse”, prosegue la lettera, “e di ricordargli che la procura romana ha già inserito cinque persone nel registro degli indagati, in base alle indagini effettuate superando gli enormi ostacoli posti da parte degli stessi egiziani; è giunto il momento di ricevere una risposta concreta, vera e definitiva”, chiedono Paola e Claudio Regeni.

“Giulio ha diritto a essere difeso e a trovare giustizia”

“Senza questa risposta – prosegue la lettera – la dignità del nostro paese e delle istituzioni che Lei rappresenta risulterebbe irrimediabilmente mortificata”. “Lei – prosegue l’appello dei genitori – si è proposto come avvocato difensore del popolo italiano, Le chiediamo, quindi, di non dimenticare l’aspetto etico oltre che quello giuridico. Giulio, come cittadino ha diritto ad essere difeso e a trovare giustizia, come non è stato difeso e non ha avuto giustizia da vivo”. Conclude la lettera: “Presidente Conte,si ricordi di Giulio mentre stringerà la mano del Generale Al Sisi e pretenda, senza ulteriori dilazioni o distrazioni di sorta, la verità sulla sua uccisione”.






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