Referendum divorzio, 45 anni fa il No all’abrogazione della legge


Una data che passò alla storia: era sempre domenica, il 12 maggio di 45 anni fa. Gli italiani, a 4 anni dall’introduzione della legge sul divorzio, la legge Fortuna-Baslini, erano chiamati a decidere se mantenere o abrogare il testo. Un referendum che segnò un’epoca e che spaccò il Paese. Erano gli anni 70, anni difficili di lotte, minacce e conquiste; gli anni del femminismo, dei cortei, delle famiglie in piazza, ma anche della violenza politica e delle stragi.

La vittoria dei divorzisti

Vinsero i divorzisti e quella domenica passò alla storia diventando una data cruciale per l’evoluzione sociale e giuridica del Paese. Un risultato sorprendente, per nulla scontato. La Democrazia Cristiana, guidata da Amintore Fanfani, aveva messo in campo tutte le forze per vincere la sua battaglia. La Chiesa cattolica fece la sua parte, con una propaganda capillare che arrivava fino nelle case e nelle parrocchie.Il fatto stesso che per dire “No” al divorzio bisognasse barrare la casella col “Sì” aveva reso pessimista il fronte laico. Invece la vittoria fu schiacciante, 60 contro 40, a prova di qualsiasi contestazione. Il partito radicale e quello socialista, basarono la campagna elettorale sulla necessità di non tornare indietro nel campo dei diritti acquisiti con l’entrata in vigore della legge sul divorzio. La condizione di debolezza delle donne, troppo spesso private della possibilità di scegliere, fu il punto centrale di una campagna intensa, quasi porta a porta. Meno incisivo Enrico Berlinguer, a capo di un Partito Comunista che rischiava di perdere l’appoggio dei molti elettori cattolici: alla fine, però, il sostegno di Botteghe Oscure fu decisivo.

Il divorzio non venne mai più messo in discussione

Il “No” vinse, portando con sé pesanti conseguenze sia sul piano sociale che su quello politico. Dal 12 maggio 1974 l’istituto del divorzio non venne più messo in discussione. Alcune modifiche, recenti, hanno ridotto il numero di anni di separazione legale necessari per ottenerlo. Dovettero passare altri 4 anni per arrivare a non considerare reato l’interruzione di gravidanza…

In meno di un decennio l’Italia cambiò, forse in maniera definitiva…






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