Radio Radicale, Giachetti ricoverato dopo 83 ore di digiuno



Roberto Giachetti è stato ricoverato a Roma con segni di disidratazione e ipotensione dopo 83 ore di digiuno: l’esponente del Pd, con un passato nel Partito Radicale, sta portando avanti da oltre tre giorni lo sciopero della fame e della sete per salvare Radio Radicale, a rischio chiusura. I lavoratori dell’emittente aspettano una risposta dalla politica per capire quale sarà il loro destino. Domani (martedì 21 maggio), infatti, scade la convenzione con lo Stato e, se non ci sarà una proroga, la chiusura della radio potrebbe essere inevitabile nonostante i tentativi di trovare strade alternative per reperire le risorse necessarie. Il Movimento 5 Stelle, intanto, alterna timidi segnali di apertura a conferme di uno stop.

Il direttore Falconio: “Avanti finché avremo ossigeno”

Radio Radicale chiede la proroga della convenzione con il Mise per la trasmissione delle sedute del Parlamento. “Andremo avanti finché avremo ossigeno – ha detto il direttore Alessio Falconio –. L’ad ha già fatto sapere che senza rinnovo verranno pagati gli stipendi di maggio e non quelli di giugno. Il problema è che non ci saranno neanche le risorse per sostenere i costi di produzione, a partire dall’accensione degli impianti”. E ha aggiunto: “Sono ore decisive, che speriamo portino alla scelta che gran parte del mondo politico chiede”.

L’emendamento della Lega: proroga di 6 mesi prima di una nuova gara

Le speranze sono riposte prima di tutto negli emendamenti al dl crescita, tra cui uno della Lega a prima firma di Massimiliano Capitanio che punta a una proroga di sei mesi, prima di una nuova gara, e che ha trovato qualche apertura dal Movimento 5 Stelle. L’importo è inferiore a quello della precedente convenzione (3,5 milioni per sei mesi contro i 10 milioni per un anno del passato) e questo potrebbe convincere gli alleati a dare il via libera. “Se c’è la volontà politica una soluzione si trova”, ha detto Capitanio. Martedì è atteso il vaglio di ammissibilità della presidenza della Camera. Secondo le indiscrezioni, l’emendamento potrebbe essere considerato inammissibile, ma la Lega sembra pronta a fare ricorso. Si voterà, comunque, la settimana prossima, a campagna elettorale finita.

I lavoratori sperano in un accordo

La speranza dei lavoratori e dei sostenitori di Radio Radicale è che un clima meno acceso nella maggioranza favorisca il raggiungimento di un accordo. “Noi ci rifacciamo alle parole di Di Maio, che ha parlato della necessità di trovare una soluzione, e alle aperture di Primo Di Nicola – ha detto il direttore Falconio –. Speriamo che si tenga conto dei criteri di necessità e urgenza, anche alla luce delle indicazioni dell’Agcom”. “Mi sembra di aver capito che ci sia l’idea di una proroga per poter aprire una gara, spero che vada in porto”, ha commentato anche la leader di +Europa, Emma Bonino.

Le iniziative a sostegno di Radio Radicale

Intanto, sono diverse le iniziative a sostegno dell’emittente. Prima fra tutte, lo sciopero della fame e della sete di Giachetti: dopo alcuni controlli che hanno evidenziato “segni clinici di disidratazione e ipotensione con astenia marcata”, l’esponente del Pd è stato ricoverato all’ospedale San Carlo di Nancy di Roma. Ma poi c’è anche Roberto Deriu, anche lui del Partito democratico, che è al secondo giorno di digiuno. E Giuseppe Moles di Forza Italia, che digiuna dopo aver preso la staffetta da Maurizio Bolognetti, in sciopero della fame per 78 giorni. Ci sono anche appelli di costituzionalisti, penalisti, storici, internazionalisti. E sono oltre 150mila le firme alla petizione su Change.org, lanciata da Roberto Saviano, che punta a raggiungere 200mila adesioni entro martedì.





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