Protesi al seno, 8 modelli ritirati in Australia: associati a un raro cancro


Otto diversi tipi di protesi al seno sono stati ritirati dal mercato in Australia poiché sospettati di essere tra le cause responsabili di circa 100 casi di una rara forma di cancro. La decisione è stata annunciata dalla Therapeutic Goods Administration (Tga), l’ente di sorveglianza medico australiano che impedirà le vendita degli impianti mammari in questione per almeno sei mesi, nei quali i produttori dovranno impegnarsi per risolvere i problemi evidenziati. La misura si deve alla possibile associazione tra le protesi e un tumore mammario noto come Breast Implant-Associated Anaplastic Large Cell Lymphoma (BIA-ALCL).

Cancro associato a protesi al seno: 700 casi nel mondo

Risalgono a luglio le preoccupazioni della Tga riguardanti la possibilità che alcune protesi al seno possano contribuire a una rara forma di cancro che colpisce il sistema immunitario sviluppandosi nel fluido e nei tessuti cicatriziali che circondano gli impianti mammari. Circa 100 casi della neoplasia, compresi quattro decessi, si sarebbero verificati soltanto in Australia, un bilancio che sale secondo il Guardian a 700 casi e 23 morti in tutto il mondo. In seguito alle indagini compiute negli ultimi mesi, la Tga ha infine deciso che otto modelli di protesi al seno “non potranno essere importati, esportati o forniti in Australia mentre la Tga collabora con il settore per assicurare che gli impianti rispondano ai requisiti richiesti per la sicurezza dei pazienti. Ogni scorta ancora presente sul mercato sarà ritirata durante il periodo di sospensione”. I modelli colpiti dalla misura rappresentano il 13% di quelli totali presenti sul mercato australiano.

Australia, nuove regole per chi produce protesi al seno

Oltre a sospendere gli otto specifici modelli, la Tga ha anche emesso nuove regole che riguarderanno tutte le protesi al seno e gli espansori di tessuto venduti in Australia. Tutti i produttori devono infatti segnalare entro 10 giorni lavorativi i casi di tumore BIA-ALCL di cui sono consapevoli, oltre a fornire report semestrali che includano tutti i reclami e gli aventi avversi collegati ai propri prodotti, in modo da aiutare l’ente a fare luce sul possibile ruolo giocato dagli impianti mammari nello sviluppo della neoplasia. La Tga spiega che, come confermato da pareri medici, le donne che hanno già impiantato i modelli sospesi dal mercato non sono tenute a chiederne la rimozione. In caso di qualunque cambiamento o preoccupazione, la Tga consiglia alle pazienti di rivolgersi al proprio medico. 

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