prestazioni e benchmark con Ray Tracing, DLSS ed RTX 2080 Ti


Metro Exodus è uno dei titoli di punta per NVIDIA e per il Ray Tracing. Il gioco di 4A Games continua così la tradizione iniziata con Metro 2033 e Metro: Last Light, utilizzati per lungo tempo come banco di prova per le schede video. Tutto sembra studiato appositamente per spingere oltre i loro limiti le GPU, sia per le tecnologie impiegate sia per la presenza del benchmark interno, molto utile per capire le prestazioni della propria gaming machine.
Metro Exodus ha mantenuto le aspettative a livello generale, pur presentando qualche piccola pecca che non gli ha permesso di entrare tra i capolavori dell’ultimo periodo, sul fronte grafico però è certamente uno dei titoli più interessanti usciti su PC nel 2019. Come è stato implementato il Ray Tracing? Il DLSS aumenta davvero le prestazioni? Tutte domande a cui finalmente abbiamo una risposta, anche se alcuni aspetti dovranno essere per forza di cose analizzati di nuovo in seguito, a cominciare proprio dall’implementazione del DLSS.

Piattaforme di prova, requisiti di sistema e impostazioni grafiche

Per spingere al massimo Metro Exodus serve una configurazione di alto livello. La saga è sempre stata caratterizzata da una certa pesantezza dell’engine grafico, che abbiamo ritrovato anche in questo nuovo capitolo. Per capire meglio la capacità delle GPU RTX di gestire il titolo abbiamo utilizzato due configurazioni potenti ma molto diverse. La prima sfrutta la top di gamma NVIDIA, la RTX 2080 Ti, insieme a una CPU Intel i9-9900K e a 16 GB di RAM DDR4 a 3400 MHz. La seconda invece è più particolare, si tratta infatti di un notebook, un MSI GL63 8SE, dotato di processore Intel i7-8750H, 16 GB di RAM a 2666 MHz e una RTX 2060 in versione mobile. La scheda è quasi identica alla controparte desktop ma ha frequenze più basse, che si spingono a 1200 MHz in modalità boost, contro i 1680 MHZ della variante tradizionale. Entrambe le configurazioni soddisfano i requisiti di sistema previsti per Metro Exodus.

Quelli minimi prevedono un processore Intel i5-4440, 8 GB di RAM e una GPU NVIDIA GTX 670/1050 o AMD Radon HD 7870, insieme a 2 GB di RAM e 59 GB di spazio su disco. Salendo a quelli raccomandati, 4A Games consiglia un processore Intel i7-4770K con 8 GB di RAM e una scheda GTX 1070/RTX 2060 o AMD Vega 56. Le specifiche che gli sviluppatori definiscono “Estreme” corrispondono invece al PC utilizzato per la prova, con CPU Intel i9-9900K e una RTX 2080 Ti.

A dispetto del focus sulla grafica di questo gioco, il menù delle impostazioni non è molto ricco di opzioni con cui personalizzare la propria esperienza di gioco. È possibile scegliere la versione delle DirectX da usare, la risoluzione, l’utilizzo o meno di Ray Tracing, DLSS e della fisica avanzata, più una manciata di altre impostazioni. Sotto questo fronte ci saremmo aspettati qualcosina di più, ad ogni modo è possibile comunque adattare qualità e prestazioni a diverse tipologie di PC.

Ray Tracing e DLSS

Ray Tracing e DLSS sono le novità più importanti a livello grafico inserite dagli sviluppatori (tutti gli screenshot di questo articolo sono scattati, salvo diversa indicazione, con Ray Tracing attivo e DLSS disattivato). Se non sapete cosa sono, meglio dare uno sguardo al nostro speciale dedicato, in modo da capire meglio alcune considerazioni che faremo più avanti. Comprendere il funzionamento del DLSS è molto importante, altrimenti si corre il rischio di vederlo come un semplice upscaling, o come una tecnica di anti-aliasing non ancora sviluppata a dovere. Niente di tutto questo, il DLSS è molto più complesso, il suo impatto sulle prestazioni è notevole e sarà fondamentale in futuro per consentire una migliore fruizione degli effetti grafici avanzati su GPU NVIDIA. Tornando a Metro Exodus, la prima domanda che sorge spontanea davanti all’implementazione del Ray Tracing è quanto questo influisca sulla qualità grafica.

4A Games e NVIDIA hanno dovuto fare delle scelte importanti per non modificare il gameplay del titolo e hanno deciso di applicare questa tecnologia solo all’illuminazione globale e alle fonti luminose naturali, come il Sole. La documentazione tecnica fornita da NVIDIA è molto chiara sotto questo aspetto: applicare il Ray Tracing alle fonti luminose artificiali avrebbe compromesso le meccaniche stealth del gioco, che sarebbero state differenti in base al sistema di illuminazione utilizzato. Se il Ray Tracing fosse stato impiegato su tutte le fonti luminose ci sarebbero state due esperienze di gioco distinte tra i possessori di GPU RTX e tutti gli altri, causando non pochi problemi agli sviluppatori nel bilanciamento del titolo, senza contare che la spaccatura avrebbe causato uno strascico di polemiche tra i giocatori PC.
Anche per questo l’influenza del Ray Tracing è meno evidente di quanto ci si aspetti, ma comunque palpabile, come potete vedere negli screenshot sottostanti.

Ray Tracing Attivo

Ray Tracing disattivato

Ray Tracing attivo

Ray Tracing disattivato

Il primo vede protagonista Anna, mentre osserva fuori dal vagone del treno. L’unica fonte luminosa presente nello scenario è il Sole che si trova proprio davanti a lei. L’immagine di destra senza Ray Tracing mostra però un ambiente ben illuminato, in cui si notano molti dettagli che invece dovrebbero essere al buio: la gestione della luce da parte dell’engine grafico è quindi scorretta e irrealistica. La stessa foto con Ray Tracing attivo è invece correttamente illuminata, celando alla vista gli elementi non illuminati dal Sole.

L’apporto del Ray Tracing a Metro Exodus è tangibile anche nel secondo esempio, dove l’apertura nel soffitto genera una luce più morbida e più diffusa, cambiando l’aspetto della scena. A guadagnarne è quindi il realismo generale, che può contare su un sistema di illuminazione nettamente più preciso e fedele alle leggi che regolano la diffusione e la rifrazione della luce. Peccato non poter vedere cosa sarebbe stata in grado di fare 4A Games utilizzando il Ray Tracing anche per le fonti luminose artificiali, perché in questo caso il sistema illuminazione sarebbe stato molto più incisivo sulla scena.

Passando invece al DLSS, l’implementazione di questa tecnologia in Metro Exodus è ancora da rivedere. Nel benchmark 3DMark Port Royal il DLSS offriva un boost prestazionale notevole senza un calo rilevante della qualità video, in Metro Exodus è proprio quest’ultima a risentirne maggiormente. L’immagine soffre infatti di un effetto blur piuttosto evidente in 4K, facendo perdere definizione alla scena, come si può vedere nelle due foto sottostanti.

DLSS Spento

DLSS Attivo

Attivando il DLSS sembra quasi di giocare a una risoluzione inferiore, ovviamente non è così ma l’effetto finale è proprio quello. L’IA e l’algoritmo da essa creato per gestire il DLSS su Metro Exodus necessitano di ulteriore allenamento per aumentare le prestazioni senza degradare il livello di dettaglio finale, molto probabilmente ulteriori miglioramenti arriveranno nel corso del tempo.

Il titolo rimane tuttavia perfettamente giocabile e decisamente più fluido con DLSS attivo in Ultra HD e potrebbe esse utile per i possessori di RTX 2070 che vogliono provare a spingersi verso questa risoluzione, ma il vero 4K è un’altra cosa. Interessante notare come l’utilizzo del DLSS a determinate risoluzioni sia vincolato al tipo di GPU impiegata.
In 1080p possono utilizzarlo solo le RTX 2060 e 2070, mentre in 4K è disponibile solo dalle RTX 2070 in su. I motivi dietro questa scelta possono essere diversi, ad esempio nel caso della RTX 2080 Ti in 1080p il DLSS non è attivabile semplicemente perchè non serve, la scheda riesce infatti a gestire il Ray Tracing senza problemi a frame rate elevato.

Benchmark con RTX 2080 Ti e RTX 2060 Mobile

Il benchmark di Metro Exodus è pensato per sfruttare al massimo la potenza delle GPU, utilizzando un ambiente di test ricco di dettagli ed effetti luminosi. Questo corrisponde all’incirca alle situazioni peggiori, in termini di richieste computazionali, che si ritrovano poi nel gioco reale, dando uno spaccato piuttosto veritiero delle prestazioni in-game. Purtroppo c’è ancora qualche problema con le impostazioni, di fatto queste vengono sovrascritte automaticamente in alcune condizioni. Impossibile, ad esempio, provare l’effetto del DLSS in 1080p con RTX 2080 Ti, ma come spiegato prima non è supportato su questa GPU e a questa risoluzione. Nel caso della RTX 2060 Mobile è invece impossibile capire le prestazioni con Ray Tracing ma senza DLSS, una volta avviato il benchmark viene attivato in automatico.
Ad ogni modo, la RTX 2080 Ti si è dimostrata ancora una volta capace di gestire il 4K con Ray Tracing attivo e senza DLSS, con impostazioni su Ultra. Certo bisogna “accontentarsi” dei 30 fps, ma rispetto ai 49 ottenibili con il DLSS attivo il guadagno nella definizione grafica è netto. Un risultato notevole e che consente di giocare a tutte le risoluzioni senza problemi. Ottime le prestazioni con RTX disattivato, anche in questo caso Metro Exodus è giocabile a ogni risoluzione su questa GPU.

Passando alla RTX 2060 Mobile, che ricordiamo è la GPU meno potente dell’attuale lineup RTX di NVIDIA, il benchmark ha fatto segnare 42 fps al secondo medi in 1080p con RTX+DLSS attivi, eliminando il Ray Tracing si arriva a 43 fps nel benchmark interno. Abbassando il dettaglio generale e il Ray Tracing su Alto, settaggi consigliati da NVIDIA per questa GPU, si sale a 49 fps in modalità RTX+DLSS, mentre disattivando il RT e lasciando la qualità generale su Alto il frame rate tocca quota 52.



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