Pisapia: “Fine vita e ius culturae sono leggi da fare subito”


Per il tema del fine vita “ci vuole subito una legge” ma “forse varrebbe la pena lasciare al singolo parlamentare la libertà di coscienza nel voto”. A dirlo è l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia che, in un’intervista a Repubblica, parla anche del riavvio dell’iter per lo ius culturae: “Lasciamoci alle spalle l’oscurantismo di Salvini: il M5s può dimostrarlo ora praticamente”. Poi, interrogato sull’ipotesi di un suo ingresso nel Pd, dice: “Non prendo la tessera, sono stato eletto in Europa come indipendente nella lista dem”.

“Sul fine vita ciascun parlamentare decida secondo coscienza”

“Per una morte dignitosa ci vuole subito una legge – osserva Pisapia – ma ciascun parlamentare decida secondo coscienza e i partiti rispettino la libertà. Sono sempre stato convinto che, oltre al diritto a una vita dignitosa, ci sia anche il diritto a una morte dignitosa. È un tema ineludibile per il Parlamento che deve decidere al più presto come ha chiesto anche la Consulta”. Poi, alla domanda se esista una possibilità concreta che la legge si faccia, l’eurodeputato osserva: “Sì, se si evitano le battaglie ideologiche e gli scontri faziosi”.

“Tutte le forze di governo concordano sullo ius culturae”

Pisapia parla anche dello ius culturae, il cui iter riparte alla Camera in Commissione Affari costituzionali il prossimo 3 ottobre: “Riguarda la cittadinanza italiana al minore straniero entrato in Italia entro i 12 anni e che abbia frequentati regolarmente un percorso formativo per almeno 5 anni nel territorio nazionale”, spiega l’ex sindaco di Milano. “C’è concordanza da parte di tutte le forze di governo”, aggiunge. Poi sui migranti: “A parole è già cambiato molto” ma “adesso bisogna cancellare le norme incostituzionale e xenofobe del decreto sicurezza”.

“Non condivido la scissione di Renzi”

Infine, Pisapia parla della scissione di Matteo Renzi dal Pd: “Non credo sia una brutta cosa cambiare idea – e spero davvero che il M5s ne cambi molte rispetto a quelle nella sua prima esperienza di governo – ma non ho condiviso la scissione di Bersani e non condivido questa”.






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