Pil, Conte: “Ci aspettiamo crescita robusta nel secondo semestre”


“Nel secondo semestre ci aspettiamo una crescita più robusta”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, che, dopo l’approvazione ieri sera in cdm del decreto crescita – con la formula “salvo intese” e con ancora molti nodi politici da sciogliere – torna a commentare i dati negativi sull’economia italiana. “Quando sarà posta fine alla guerra dei dazi – ha aggiunto il presidente del Consiglio – il quadro economico internazionale cambierà, potrebbe essere la svolta da un momento all’altro”. A proposito dei risarcimenti ai risparmiatori, Conte ha chiarito: “C’è stato un confronto sereno perché tutti quanti avevamo le idee chiare: abbiamo un miliardo e mezzo da sbloccare nei limiti delle regole europee. Quando vedo qualche ricostruzione sorrido”.

Conte: “Se dicono che sono contro le imprese mi arrabbio”

“Se dicono che sono contro le imprese mi arrabbio”, ha aggiunto Conte. Nel decreto Sblocca cantieri “c’è un lunghissimo elenco di provvedimenti – ha spiegato il premier nel corso di un’intervista a Brescia-. Se qualcuno si azzarda a dire che siamo contro le imprese mi arrabbio”. “Non mi interessa aumentare il Pil solo per il 3% della popolazione”, ha ribadito, sottolineando che le misure per la crescita devono avere anche obiettivi sociali di ridistribuzione. Con il decreto approvato ieri “cerchiamo di favorire la crescita in vista di uno sviluppo sostenibile”, ha detto, per poi aggiungere: “Soprattutto per le Piccole e medie imprese”.

Di Maio: “Decreto è piano emergenza per la crescita”

“Il decreto crescita ci permette di disegnare una nuova traiettoria di proiezione per il Pil e queste proiezioni le conoscerete nel Def”, il commento del vicepremier Luigi Di Maio a margine di un incontro a Milano con Assolombarda. “Oggi è un giorno importante – ha dichiarato -, perché ieri il Cdm ha varato il decreto legge crescita”. “In quattro ore – ha proseguito – abbiamo approvato un piano di emergenza per la crescita in Italia, per fronteggiare le difficoltà europee”.

Bonisoli: “Norma su silenzio-assenso non ci sarà”

Per quanto riguarda il contenuto del decreto, la norma sul silenzio-assenso dopo 90 giorni di mancata risposta delle soprintendenze alle richieste di privati “è stata stralciata, non ci sarà”, ha assicurato il ministro dei Beni Culturali Bonisoli, a margine di un evento a Napoli. “L’avevo vista in pre-consiglio – ha spiegato il ministro – e ci eravamo opposti. Rimane l’importanza di assicurare che i cittadini abbiano risposte in tempi brevi e prevedibili. Lavoriamo per assumere le persone che mancano alle soprintendenze, motivo per cui non si riescono a lavorare le pratiche”.






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