Perché i maschi sono più attratti dai videogiochi? Nuova ipotesi


Perché i maschi sono più attratti dai videogiochi rispetto alle femmine? Secondo i risultati di un nuovo studio condotto da un team di ricercatori coordinati da Marc Potenza della Yale University, alla base di questa differenza di genere, potrebbe esserci una componente biologica.
Recenti studi confermano che il maggior interesse dei maschi verso i videogame, non sarebbe uno stereotipo di genere, bensì un fenomeno confermato dalle statistiche. Secondo una ricerca del Pew Research Center il 41% dei maschi dichiara di giocare assiduamente ai videogame. Nelle femmine questa percentuale è nettamente inferiore (11%).

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Social Cognitive Affective Neuroscience, i ricercatori hanno monitorato un campione composto da 40 femmine e 68 maschi con età media di 21 anni. Ai partecipanti è stato chiesto di giocare per 30 minuti a dei videogiochi online. Subito primo e poco dopo il termine della sessione di gioco il campione è stato sottoposto a una risonanza magnetica. Gli esperti sono così riusciti a rivelare che nei maschi la zona cerebrale legata alla ricompensa era più attiva rispetto alle coetanee.
"Il gioco sollecita nei cervelli dei maschi più attivazioni legate al desiderio. Questo suggerisce un meccanismo neurale per il motivo per cui i maschi sono più vulnerabili allo sviluppo della dipendenza da gaming”, spiega Marc Potenza.

Le donne hanno più memoria nei dettagli di una conversazione

Le donne avrebbero più memoria nei dettagli riguardanti eventi personali rispetto agli uomini.
A suggerirlo sono i risultati di uno studio condotto dai ricercatori del Karolinska Institutet, che ha confrontato la cosiddetta ‘memoria episodica’ di maschi e femmine nel ricordare frasi o episodi relativi alla propria vita quotidiana, analizzando i dati emersi da 617 studi condotti tra il 1973 e il 2013. Dalla meta-analisi è emerso che le donne sarebbero un passo avanti rispetto agli uomini soprattutto nel ricordare le informazioni verbali, ovvero le conversazioni o le frasi pronunciate in determinate circostanze.

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