Per lo sviluppo di Halo 4 venne presa in considerazione Gearbox Software



Dopo l’abbandono di Bungie a seguito della pubblicazione di Halo: Reach, i vertici di Microsoft hanno discusso a lungo del futuro della saga di Master Chief.

Il finale del terzo capitolo era sufficientemente ambiguo da poter rappresentare una conclusione definitiva, ma l’universo di Halo è così vasto (e remunerativo), che l’abbandono dei suoi creatori non avrebbe potuto giustificare la chiusura della serie. Bonnie Ross, in un’intervista concessa a IGN, ha dichiarato che sarebbe stata una vera e propria “blasfemia” terminare la saga. La casa di Redmond, quindi, cominciò subito a valutare differenti possibilità per il suo prosieguo e, soprattutto, a discutere del team che avrebbe dovuto occuparsene.

Ross sottopose la propria visione sul futuro di Halo a Shane Kim, all’epoca Corporate Vice-President of Microsoft Game Studios, e riuscì a d ottenere le redini dell’intero franchise. Il resto è storia: mise assieme uno studio interno che venne chiamato 343 Industries, in onore di uno dei personaggi preferiti dai fan, 343 Guilty Spark. Il primo lavoro del neonato team, Halo 4, vide la luce su Xbox 360 nel 2012, seguito tre anni dopo da Halo 5: Guardians su Xbox One. Ora, 343 Industries è al lavoro su Halo Infinite, per il quale si stanno prendendo tutto il tempo necessario al fine di tirare fuori dal cilindro un prodotto con i controfiocchi.

Durante la medesima intervista, Ross ha svelato dopo la partenza di Bungie, pur di non concludere la saga, venne presa in considerazione la possibilità di affidarla ad un team esterno, almeno per uno o due capitoli. In cima alle preferenze dei vertici di Redmond figurava uno studio a loro già ben noto, Gearbox Software, che aveva già lavorato al porting per PC di Halo: Combat Evolved. L’idea di assumere i creatori di Borderlands, alla fine, venne scartata. Cosa ne pensate? Secondo voi la saga di Master Chief sarebbe stata in buone mani?



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