Ora su Youtube sono spuntati i cartoni animati che spiegano come suicidarsi



Nuovo guaio per Youtube, i cui moderatori ed algoritmi non riescono a tenere il passo con i video sempre più controversi caricati dagli utenti. Dopo la pedofilia “soft”, no-vax e terrapiattismo ora spunta una serie di cartoni animati che insegnano ai bambini come suicidarsi.

Anche in questo caso la scoperta arriva dall’esterno della piattaforma, non dal piccolo esercito di moderatori di Google, né dagli algoritmi sempre più sofisticati sguinzagliati per la moderazione di contenuti. Nel caso della pedofilia “soft”, video normali di bambini e bambine oggetto degli abusi verbali dei predatori, la denuncia era arrivata dal blogger e video maker Matt Watson. Questa volta a puntare il dito contro l’inefficienza di Google è una pediatra americana di nome Free N. Hess.

Ma non solo Peppa Pig che insegna il suicidio, anche le simulazioni di sparatorie nelle scuole usando come scenario Minecraft, e via così. Ora il dubbio rimane: parliamo di video che hanno come target i bambini molto piccoli, o di contenuti dedicati ad un pubblico adulto e con intenti parodistici, al netto dell’umorismo macabro? Il problema si pone, perché il rischio è che una isteria collettiva alimentata dai media e dalla contro-reazione degli inserzionisti, porti la piattaforma a limitare notevolmente la libertà di espressione dei content creator, falcidiando anche contenuti inoffensivi.

Sta di fatto che i video in questione sembrerebbero finiti pure su Youtube Kids, la piattaforma dedicata ai bambini che in teoria dovrebbe essere un ambiente protetto e family friendly. Quindi un problema evidentemente c’è. E Youtube sta tirando sempre di più la corda, commettendo errori uno dietro all’alto. Quante opportunità realisticamente avrà ancora, prima che si arrivi ad un momento paragonabile a quello che è stato Cambridge Analytica per Facebook?



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