Onu contro Dl sicurezza bis. Viminale: pensino al Venezuela


“L’autorevole Onu dedichi le energie all’emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia”. È questa la dura risposta arrivata da fonti del Viminale, in riferimento alla lettera con cui l’Alto commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite critica il decreto sicurezza bis perché “potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti”. Ma dal Viminale sottolineano: “Resta confermato l’auspicio di vedere approvato il decreto sicurezza bis nel Cdm di lunedì, ritenendolo necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile”.

Viminale: “Onu pensi a Turchia e Corea del Nord”

“Il Viminale”, affermano le fonti, “non ha sottovalutato la lettera dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell’autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri come Turchia e Corea del Nord”, dicono dal ministero di Matteo Salvini, respingendo così al mittente le accuse di violazione dei diritti umani. Inoltre, aggiungono le fonti, “è singolare che l’Alto Commissariato non si fosse mai accorto che la multa per chi favorisce l’ingresso non autorizzato di immigrati fosse già presente da tempo nell’ordinamento italiano (articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione)”. E il decreto sicurezza bis “aggiorna la norma”. Una “svista”, dicono al Viminale, che il ministero avrebbe “segnalato riservatamente agli autori della lettera, se solo l’Alto Commissariato l’avesse inviata prima al Viminale e poi, eventualmente, ai media e non viceversa”.

La lettera dell’Onu

La lettera in questione è stata inviata il 15 maggio all’ambasciatore presso l’Onu a Ginevra, Gian Lorenzo Cornado, con la preghiera di trasmetterla al ministro degli Esteri italiano. La missiva, lunga 12 pagine, parla della “potenziale violazione dei diritti umani” con il decreto sicurezza bis e chiede al governo di assumere “misure ad interim” per “fermare le violazioni” ed “evitare che si ripetano”. Nello specifico, si chiede al governo di ritirare le circolari di Salvini contro la Mare Jonio e di bloccare il provvedimento che multa le Ong che effettuino soccorsi in mare. Il tutto, mentre la nave Sea Watch ha violato il divieto del ministro dell’Interno Salvini di oltrepassare il limite delle acque territoriali e si è fermata in rada a poche centinaia di metri da Lampedusa, chiedendo di poter entrare in porto per “ragioni umanitarie”.






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