No-Vax, Amazon dovrebbe smetterla di vendere libri contro i vaccini?



Se si cerca la parola “vaccine” su Amazon USA dei primi 18 risultati, quindici sono libri anti-scientifici che propongono una visione contro i vaccini. Situazione simile su Prime Video. È arrivato il momento che Amazon faccia qualcosa, dice la CNN.

Youtube ha deciso di tagliare i viveri ai contenuti no-vax, limitandone la monetizzazione. Altri colossi hanno preso la stessa strada, con un approccio di deplatforming. Facebook ha infatti detto di star cercando un modo per ridurne la visibilità.

Le piattaforme social non sono più campi neutri, dove ogni opinione e ogni posizione hanno lo stesso peso. Non lo possono più essere perché pressioni sempre più forti da parte degli utenti e degli inserzionisti hanno imposto un nuovo regime basato su regole più chiare, e tolleranza zero nei confronti dei contenuti e delle personalità giudicate (a torto, o a ragione) “tossiche“. Ultimo bersaglio è il movimento No-Vax, che forse più di tutti rischia di fare danni, e farli alla fascia della popolazione più vulnerabile: i bambini.

Così in questo contesto di nuova responsabilizzazione, la CNN si è chiesta come mai Amazon non solo non combatta i contenuti contro i vaccini, come hanno scelto di fare altri big del tech, ma, anzi, ne favorisca la diffusione. Tra la top 18 dei contenuti mostrati su Amazon USA cercando la parola vaccini, 15 di questi sono libri no-vax (alcuni si spacciano per dissertazioni neutrali e scientifiche), mentre Prime Video ospita il documentario contro i vaccini di Andrew Wakefield —quello che diffuse la teoria per cui i vaccini causano l’autismo— e altri contenuti analoghi.

In Italia, scopre invece l’ANSA, la situazione è analoga: cercando vaccini come primi risultati si ottengono i libri di Roberto Gava, medico radiato dall’Ordine di Treviso, spiega sempre l’ANSA, per le sue teorie considerate anti-scientifiche e pericolose.

Per quanto a lungo sarà ancora così? Che atteggiamento sceglierà di tenere Amazon, contando che più di tutte le altre piattaforme, dalla vendita di questi contenuti ci guadagna direttamente?

Nel frattempo, mentre le principali piattaforme online si chiedono se rimuovere i no-vax dai loro ecosistemi, c’è un’app che ha deciso di includerli per la prima volta. Parliamo del gioco Plague Inc Evolved, dove si vince sterminando l’umanità con il proprio virus.



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