Nintendo Direct di febbraio tra gradite conferme e grandi sorprese



Bisogna sempre andarci con i piedi di piombo, quando Nintendo annuncia un nuovo Direct. Solitamente il pubblico ha la tendenza a lasciarsi prendere la mano, caricando di aspettative smodate ciascuna delle “piccole conferenze digitali” che la casa di Kyoto ha scelto per portare avanti la propria strategia comunicativa. Anche questa volta, ad esempio, una parte della fanbase parlava di Animal Crossing, Luigi’s Mansion 3, Pokémon e Bayonetta: in pratica sembrava che Nintendo dovesse condensare in 35 minuti tutti gli annunci della sua line-up da qui al 2020 inoltrato.

Noi continuiamo a credere che in queste occasioni la cautela sia obbligatoria, soprattutto perché l’azienda non ha ancora adottato una formula standard per gli appuntamenti diffusi su YouTube. Certe volte c’è un solo gioco che reclama per sé tutta la scena, altre volte una serie di annunci fitti fitti, in qualche caso ci si trova invece di fronte ad una struttura più bilanciata, che alterna brevi pillole comunicative con trailer un po’ più corposi.

Un Direct esplosivo

Questa volta, bisogna ammetterlo, è andata bene. Il Direct del 13 febbraio apparteneva proprio all’ultima categoria, ed è stato pieno di novità interessanti. Quelle che possiamo considerare le “bombe” della trasmissione sono arrivate sul finale, ma pure la prima parte dello show poteva dirsi solida ed efficace. L’apertura con un annuncio inedito, quello di Super Mario Maker 2, è bastata a rallegrare i fan dei platform bidimensionali.

Il titolo ha mostrato menù più organizzati e la presenza di diversi elementi capaci di diversificare non poco le creazioni degli utenti: dagli stage a scorrimento passando per le piattaforme semoventi, il secondo Super Mario Maker sembra voler abbracciare quella varietà tipica degli ultimi capitoli della serie bidimensionale e dei più classici Super Mario World, superando agilmente le limitazioni del predecessore.
È chiaro però che l’editor di Nintendo parla in primis ai più creativi o a chi subisce il fascino degli “user generated content“, adottando un linguaggio sicuramente meno universale rispetto a quello di un platform classico. Capiamo quindi chi lo considera un annuncio dall’impatto limitato.

La parte centrale del Direct si è concentrata soprattutto su un elemento: il supporto delle terze parti, che ormai sembra garantito e assodato, ma che si manifesta in forme diversissime. Ci sono approcci decisamente virtuosi, come quello utilizzato per Dragon Quest XI, e altre situazioni che corrono sul limite dell’operazione commerciale spicciola, come si potrebbe dire per Dead By Daylight e Grid: Autosport. Il JRPG di Square-Enix arriverà questo autunno su Switch in una versione decisamente ghiotta, con contenuti inediti fra cui la colonna sonora interamente orchestrata e una modalità 16-Bit che trasforma il look del prodotto in quello di un classico d’epoca. È chiaro che si tratterà della versione d’elezione per più di un appassionato.

D’altro canto gli altri titoli citati poco fa ci sono sembrati dei porting davvero rinunciabili, se non altri per i pesanti compromessi tecnici che le produzioni dovranno accettare. A giudicare da quello che abbiamo visto, e dopo aver dato un’occhiata ai risultati ottenuti da Wolfenstein e DOOM, diremmo che i publisher hanno lavorato abbastanza svogliatamente sui questi prodotti, cercando magari di portarli su Switch per colmare un vuoto della line-up (rispettivamente quello di un titolo a tinte horror e di un racing game realistico nel look). Ci sono anche operazioni che si collocano a metà strada fra i due approcci, come per esempio quella che interessa Hellblade, l’avventura psicologica di Ninja Theory che ci è sembrata tutto sommato in forma anche sull’hardware Nintendo.

Nella parte centrale del Direct si è parlato anche di esclusive e di supporto continuo. Oltre a confermare una marcata attenzione per il futuro di Super Smash Bros Ultimate (ma quella ce l’aspettavamo già), Nintendo dimostra di avere a cuore le proprie IP annunciando nuovi contenuti per Captain Toad Treasure Tracker. L’inaspettato impegno produttivo distingue per altro aggiornamenti gratuiti da DLC a pagamento, dimostrando un approccio davvero molto moderno, in linea con le soluzioni adottate da altri publisher nell’ambito dei game as service (ambito, ci teniamo a specificarlo, in cui Nintendo non ha ancora messo piede, ma che evidentemente ha fornito qualche spunto utile in fatto di modelli economici).

Molto virtuoso anche il percorso comunicativo scelto con Daemon Ex Machina: il lancio di una demo e di un sondaggio per registrare i feedback della community indica la volontà di cercare un contatto più diretto con il pubblico, guardando ai modelli che le società nipponiche stanno fortunatamente riscoprendo (ci viene da pensare a Capcom, ed all’approccio usato, su altre piattaforme, con Resident Evil 2 e Devil May Cry 5).
Fra le esclusive “minori” ci mettiamo anche La Grande Alleanza 3, accolto solo tiepidamente, e BoxBoy, che invece sembra pronto a ribadire il valore dell’ingegnosa creatività di HAL Laboratory.

In un Direct molto serrato in termini di ritmo, il ruolo di gradevoli riempitivi lo hanno avuto Rune Factory 4 (con la promessa di un quinto capitolo), gli RPG di Square-Enix pronti a tornare per l’ennesima volta anche su Switch, Dragon Quest Builders e, volenti o nolenti, anche il primo capitolo di Deltarune, che perlomeno si è distinto per un trailer sopra le righe.

Paradossalmente poco esuberante anche l’apparizione di Fire Emblem Three Houses, che avrebbe dovuto essere la star dell’evento. Sulla qualità del gioco non abbiamo davvero nessun dubbio: il lungo trailer mostrato è servito più che altro per intuire, oltre ai toni e le tematiche del racconto, l’impegno produttivo che ha reso più accattivante ed efficace l’interfaccia di gioco. Diciamo tuttavia che Fire Emblem non è un titolo le cui doti possono emergere nell’arco di un filmato.
Se il Direct si fosse fermato dopo la presentazione di Three Houses, in ogni caso, non avremmo avuto nulla da ridire. Sarebbe stato uno show contenuto ma più che dignitoso, adatto ad indicare il percorso di Nintendo nel secondo trimestre del 2019, con la promessa di aggiornamenti più cospicui all’E3. E invece sono arrivate le due bordate che hanno cambiato faccia allo show.

La prima è stata quella più inaspettata, un duro colpo per chi ancora sostiene che la casa di Kyoto sia poco focalizzata sulla produzione e sul publishing di nuove IP. Arriva infatti Astral Chain, novità integrale firmata Platinum Games e con il character design del disegnatore di Zetman e Video Girl Ai. Al timone della produzione c’è sua maestà Hideki Kamiya, un nome che agita gli animi e i cuori di tanti videogiocatori, ed ovviamente il prodotto si presenta come un action game serrato e spettacolare. Attorno ad Astral Chain c’è ancora quell’alone di curiosità e mistero che avvolge tutte le IP inedite, quella tensione così bella per tutti gli appassionati

Il ritorno di Link’s Awakening è invece salutato da un turbinio di memorie e nostalgie: remake di uno dei più apprezzati capitoli della saga, il titolo avrà il merito di rendere fruibile alle nuove generazioni di giocatori un capolavoro “vecchio” ormai 26 anni, o di fare in modo che i fan di un tempo lo riscoprano in una forma nuova.

Un’altra sorpresa, oltre ai due prodotti, è rappresentata dalle loro date di lancio: entrambi arriveranno nel 2019, con Astral Chain pronto a raggiungere gli scaffali già il prossimo agosto. Quella che si profila all’orizzonte è insomma un’annata davvero straripante. Considerando l’uscita di Yoshi’s Crafted World, il periodo che va da marzo all’estate sarà davvero colmo di titoli; che non avranno magari la caratura dei capolavori che hanno riempito l’anno-zero di Switch, ma che tratteggiano un’offerta varia, diversificata ed allettante.

Anche in autunno sono fissate un paio di uscite di rilievo, e se Nintendo dovesse confermare l’arrivo di tutte le altre esclusive già note (Animal Crossing, Luigi’s Mansion 3, il nuovo Pokémon) per il 2019, diremmo che i possessori della console ibrida avrebbero sicuramente di che festeggiare.



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