Mondiale Rally. ‘La carta vincente della Hyundai i20 è l’affidabilità’ – La Gazzetta dello Sport


Parla il team director di Hyundai, l’italiano Andrea Adamo. “Se dovessi scegliere un pilota non guarderei tra i nostri connazionali”

C’è un italiano dietro la Hyundai protagonista nel mondiale rally. È Andrea Adamo, il nuovo team director scelto dal costruttore coreano per conquistare l’alloro iridato sfuggito lo scorso anno, il sesto della gestione Michel Nandan. Doppietta per la Hyundai in Argentina che così consolida la leadership nella campionato costruttori sulla Toyota (157 punti a 120). Neuville vince davanti a Mikkelsen e concede il bis dopo il trionfo in Corsica portando a dieci punti (110 a 100) il vantaggio su Sebastien Ogier (Citroen C3). Non finisce qui perché a Budapest in gara-3 del secondo appuntamento del WTCR altra doppietta Hyundai con l’1-2 messo a segno dall’inossidabile Gabriele Tarquini, campione in carica, primo e Michelisz secondo. “Questa volta la performance delle nostre vetture è stata migliore rispetto alla precedente tappa del mondiale in Corsica – attacca Andrea Adamo – Sulla terra abbiamo meno gap rispetto ai nostri concorrenti anche se non siamo competitivi come vorrei io. Sono convinto che gli equipaggi nella quinta prova del mondiale con il cuore hanno colmato la differenza che ci separa dagli altri costruttori impegnati nella serie iridata. Davvero sono riconoscente ai nostri piloti”.

Crede che la i20 possa crescere ancora?
“La i20 non è ancora competitiva come dovrebbe essere. In questo momento rispetto alle altre vetture ha un vantaggio che si chiama affidabilità. Facendo un’analisi delle gare del mondiale disputate sino a questo momento siamo stati quelli più costanti e così abbiamo messo in tasca più punti”.

Può essere l’anno giusto per vedere Neuville sul tetto del mondo?
“Siamo partiti per vincere il mondiale piloti e costruttori. Quest’ultimo nell’ambito dei rally è il più importante. I conti si fanno alla fine. Continuiamo ad affrontare una gara alla volta con l’approccio che abbiamo avuto sino alla rally di Argentina. Dobbiamo portare avanti lo sviluppo della i20”.

Hyundai svetta anche nel WTCR. Lo scorso anno Tarquini, ambasciatore del brand coreano, ha vinto il mondiale con la i30. A Budapest avete fatto una doppietta con il “Cinghio” e Michelisz in gara-3.
“Stiamo raccogliendo i frutti di tanto lavoro svolto negli ultimi anni. Abbiamo creato da zero il reparto customer racing che progetta, realizza, sviluppa, vende e supporta le i20 R5 e i30 N Tcr. Due doppiette nello scorso weekend ma non possiamo dimenticare le vittorie in giro per l’Europa. Per Hyundai quello appena passato è stato davvero un fine settimana da incorniciare”.

Quanto le sue esperienze di tecnico e progettista possono avere influenza su affidabilità e prestazioni attuali?
“Il mio è un ruolo manageriale più che di tecnico. Forse, per l’esperienza che ho, posso tenere sulla corda tutta la squadra per avere una vettura affidabile che possa confermarsi in testa al campionato e approfittare delle opportunità che i nostri avversari ci servono sul piatto”.

Lei si è occupato per molto tempo delle vetture del gruppo Fiat; come mai la FCA ha abbandonato il settore rallistico che tanti successi le ha dato negli Anni Settanta-Ottanta?
“Personalmente non lo so e non mi interessa”.

Non le verrà mai l’idea di far crescere un pilota italiano?
“Il giorno in cui ci sarà un pilota italiano che ritengo vada forte al pari di altri piloti di altri Paesi che sto seguendo lo terrò in considerazione. Io sono qui per far vincere la Hyundai e non per fare un piacere all’Italia. Al momento se qualcuno mi chiedesse di cercare un pilota non lo farei tra gli italiani”.

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