Minibot, Giorgetti cambia idea: “Non sono verosimili”



Il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti cambia idea sui minibot e scredita Claudio Borghi, deputato del suo stesso partito: “C’è ancora chi crede a Borghi? Ma vi sembrano verosimili i minibot? Se si potessero fare, li farebbero tutti”. Così il sottosegretario allo Sport ha commentato con una battuta l’idea del presidente leghista della commissione Bilancio della Camera, parlando a Losanna con i giornalisti.

L’apertura di Giorgetti ai minbot

Eppure fino a un paio di settimane fa, Giorgetti aveva aperto ai minibot, parlandone come “una delle soluzioni” e apprezzando la proposta di Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, sui minibot come possibilità per pagare i debiti della pubblica amministrazione.

La bocciatura dei minibot

Un’ipotesi quella dei minibot, poi tramontata dopo che Bce e Bankitalia avevano avvisato dei rischi conseguenti alla creazione di una “moneta parallela”. Anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria poi aveva espresso il parere negativo da parte del Mef. Un “no” ai minibot che era successivamente stato ribadito anche dal premier Giuseppe Conte.

Cosa sono i minibot

I minibot sono un surrogato di titolo di Stato che non viene assegnato in un’asta del Tesoro con un rendimento deciso dal mercato ma si tratta di un titolo infruttifero e privo di scadenza. A differenza dei titoli di stato, che sono oramai dematerializzati, i minibot, nelle intenzioni dei suoi promotori, è destinato alla circolazione cartacea, con una imitazione sia nel colore che nel formato delle banconote in euro. Anche per questo gli operatori di mercato e agenzie di rating, tra cui Moody’s, lo hanno definito un passo verso l’uscita dell’Italia dall’euro.


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