Migranti, Salvini a Conte: “Su rimpatri serve salto di qualità”


“Buoni risultati” sono stati ottenuti, “per quanto di competenza del ministero dell’Interno”, sul fronte dei rimpatri di migranti, ma per consolidarli “serve un vero e proprio salto di qualità nella politica estera italiana nella sua collegialità, investendo profili di natura economica-commerciale e di politica estera tout court, ambiti che travalicano le competenze del mio dicastero”. A scriverlo è il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Parole che riaccendono la polemica con gli alleati di governo del M5s, che replicano: “Salvini scrive a Conte per chiedergli un salto di qualità sui rimpatri? Ma per favore, sono di sua competenza, non faccia lo gnorri. Il fatto che abbia scritto a Conte e Moavero è come una dichiarazione di fallimento. Si prenda anche lui le sue responsabilità. Non aveva detto che avrebbe rimpatriato 600mila migranti in un mese?”. Intanto, i 30 migranti salvati ieri dalla Mare Jonio, la nave di Mediterranea Saving Human, sono sbarcati a Lampedusa, dove l’imbarcazione è stata poi sequestrata dalla Guardia di finanza. Altri 70 sono stati recuperati a largo dell’isola

La lettera di Salvini

Nella prima parte della lettera, Salvini sottolinea che “il nostro governo ha conseguito importanti risultati nel contrasto all’immigrazione illegale”.  “Un impegno – continua – frutto non solo della realizzazione da parte del mio Dicastero di programmi ad hoc per rafforzare la capacità di controllo delle frontiere marittime e terrestri dei Paesi Africani, ma anche della mia personale esposizione perché’ fosse chiaro a tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea che l’Italia non sarebbe stata più disposta a sobbarcarsi, da sola e in ogni caso, il peso dell’accoglienza di migranti individuati e trasportati in zone SAR di altrui competenza”.  “Nel 2019 in Italia i rimpatri superano gli arrivi – scrive ancora – ma è ben chiaro che il problema travalica i confini nazionali e deve essere affrontato a livello generale, prevedendo dei meccanismi di condizionalità vincolante nelle relazioni coi Paesi terzi, tanto a livello Ue che sul piano bilaterale”. “Nelle more di un avvio di una politica comune europea, ancora lontana – conclude il vicepremier – sono convinto infatti dell’importanza di valorizzare il concetto di condizionalità anche a livello bilaterale nei nostri rapporti internazionali, così come quello altrettanto importante di costruire solidi partenariati di ampio spettro con alcuni Paesi, da cui far discendere la messa a punto di solidi strumenti operativi propri del mio Dicastero”.

Toninelli: “In caso di pericolo intervenire è un obbligo”

Lo scontro tra M5s e Lega sul tema migranti era riesploso ieri, quando 36 persone sono state soccorse a largo della Libia dalla nave della Marina Militare italiana Cigala Fulgosi. Un salvataggio criticato da Salvini. Oggi sulla vicenda interviene il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli. “Non è questione di fare bene o fare male: ci sono degli obblighi da rispettare”, ha risposto a chi gli chiedeva del comportamento del governo, che ha consentito lo sbarco dei migranti ad Augusta. “Quando c’è una imbarcazione che prende acqua, che non ha dei sistemi di sicurezza tali da salvare chi sta a bordo – ha proseguito Toninelli parlando a Viareggio, dove ha visitato il Salone della Nautica – è obbligatorio intervenire. Altrimenti si compie un reato. L’importante è che non faccia tutto solo l’Italia e l’Italia finalmente non sta facendo più tutto da sola grazie ad un governo che finalmente si fa valere in Europa”. “Ormai credo che conoscano tutti il modello con cui si muove questo governo: il modello è quello della sicurezza e quello della legalità”, ha concluso il ministro.






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