M5s, oggi il voto su Di Maio. Conte al Colle: moderato ottimismo


Ore cruciali per Luigi Di Maio e, di conseguenza, anche per il governo. Oggi è la giornata del voto aperto agli iscritti del M5s, sulla piattaforma Rousseau. Trapela intanto “moderato ottimismo” da parte del premier Conte sulle sorti del Governo dopo gli incontri avuti dal premier con Matteo Salvini, Di Maio e col presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il leader pentastellato, dopo la sconfitta del M5s alle elezioni europee, saprà se ha ancora il sostegno della sua “base”, (I RISULTATI – LE REAZIONI – I CANDIDATI ELETTI). Intanto il vicepremier è stato blindato da Grillo e Casaleggio e ha incassato la fiducia di Di Battista e D’Uva, dopo l’assemblea notturna del M5s. Il presidente della Camera Roberto Fico si è detto contrario alla consultazione online.  Le consultazioni apriranno alle 10 e chiuderanno alle 20. Il voto dovrebbe essere reso noto tra le 21 e le 22.

L’ipotesi voto anticipato

Ieri pomeriggio Conte è salito al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lo ha aggiornato sulla crisi innescata nel suo governo dal ribaltone elettorale della Lega sui M5s. Sempre nella mattinata di ieri Conte ha visto Salvini e poi Di Maio. Incontri separati da due ore ciascuno. La crisi non è scampata ma un sentiero ora c’è. I focolai di crisi sono tutti ben visibili. C’è la lettera Ue che prelude alla richiesta di una manovra correttiva (Conte ne discute con Giovanni Tria). Ma c’è anche la sentenza sul viceministro leghista Edoardo Rixi che è attesa ad ore: se arriverà una condanna nel processo sulle “spese pazze” la richiesta M5s di dimissioni sarà immediata e si aprirà subito un fronte non facile da governare. M5s e Lega ribollono. Dall’una e dall’altra parte c’è chi è convinto che il governo non debba andare avanti: gli uni temono di finire a fare da stampella della Lega; gli altri vogliono subito capitalizzare il consenso registrato alle europee ed evitare il logoramento che potrebbe venire da una manovra correttiva estiva subito seguita da una difficile legge di bilancio in autunno. L’ipotesi di un voto anticipato a settembre o – meno probabile – a ottobre torna a circolare in Transatlantico, alimentando ipotesi suggestive ma difficili nei numeri, come quella di un cambio di maggioranza, con un ribaltone di centrodestra con una pattuglia di transfughi M5s. Nel pomeriggio di ieri Conte ha aggiornato Mattarella sui suoi colloqui e ha fatto trapelare “moderato ottimismo”. Al Colle Conte potrebbe tornare dopo il vertice a tre con Di Maio e Salvini. 

L’assemblea notturna del M5s

Di Maio ha chiesto ai suoi parlamentari se il governo debba andare avanti. Beppe Grillo e Davide Casaleggio hanno dato fiducia al vicepremier. Così come l’assemblea del M5s. Contrarietà alla votazione su Di Maio sarebbe stata espressa dal presidente della Camera, Roberto Fico, in occasione dell’assemblea M5s alla Camera. “È da vecchia politica mettere in discussione il capo politico dopo una sconfitta dopo le prime elezioni. Abbiamo un vertice senza avere tutto il resto, quindi abbiamo preso solo il peggio”, ha detto Fico. “Non sono pervenute criticità sul governo, abbiamo deciso che il governo deve andare avanti”, ha spiegato invece il capogruppo M5s alla Camera, Francesco D’Uva, al termine dell’assemblea dei gruppi congiunti M5s, durata sei ore. “Una strutturazione migliore” del Movimento “non sarà un compito solo in capo a Di Maio, ma la fiducia a Luigi va ribadita”, ha detto Alessandro Di Battista al termine dell’assemblea M5s. Troppi incarichi a Di Maio? “Il nostro limite è che siamo brave persone e quindi abbiamo scelto i ministeri più complicati e abbiamo fatto i provvedimenti più complicati”, ha spiegato Di Battista, secondo il quale “compito dei parlamentari è portare a casa dei risultati”.






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