M5s, Di Maio: “Via tetto dei due mandati per consiglieri comunali”


Via il tetto dei due mandati per i consiglieri comunali del M5s. Ad annunciarlo il capo politico del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio a due giorni dalle elezioni regionali in Sardegna, che hanno visto la vittoria di Christian Solinas (CHI È) del centrodestra con oltre il 47% dei voti, la tenuta del centrosinistra col 33% e il tonfo del M5S fermo attorno all’11% (I RISULTATI).  Di Maio, mentre da un lato assicura sulla tenuta del governo, dall’altro annuncia l’apertura di una fase di riorganizzazione all’interno del partito. A cominciare proprio da chi si candida alle elezioni locali. “Fare il consigliere comunale non si può pensare sia un privilegio, lo dico in generale non solo per M5s – spiega il vicepremier – Oggi un nostro eletto in un comune è presidio di legalità e lotta contro i privilegi e contro la gestione disinvolta dei comuni. Dobbiamo discutere nuove regole: ad esempio affinché il secondo mandato non valga come tale in modo che possano pensare di candidarsi al Parlamento e al consiglio regionale”. (SOLINAS A SKY TG24: PREMIATO NOSTRO MODO DI FARE POLITICA)

“Oggi apriamo la riorganizzazione del Movimento”

“Oggi apriamo la discussione all’interno del M5S e con i cittadini italiani per la riorganizzazione del Movimento”, spiega il capo politico del Movimento. Una ridefinizione in primis del percorso politico dei candidati, che presuppone innanzitutto “maggiore esperienza”, ad esempio con “un primo mandato come consigliere comunale”. “La nuova organizzazione non sarà calata dall’alto – prosegue il vicepremier – serve perché abbiamo richieste di aiuto da cittadini in tutta Italia, su temi come la sanità ad esempio. È impossibile rispondere dal governo, serve un’organizzazione per filtrare, in modo che gli eletti facciano da filtro a istanze molto diverse. Non servirà solo al M5S, ma anche agli italiani”. Secondo il ministro dello Sviluppo economico servono, tra le altre cose, “figure che possano coordinare gli eletti”. (LA MAPPA DEI GOVERNATORI DELLE REGIONI)

“Nessun impatto sul governo”

Di Maio chiude poi a ogni possibile messa in discussione del suo ruolo come capo politico del Movimento 5 Stelle e al contempo rassicura sulla tenuta dell’esecutivo: “Le elezioni amministrative non avranno alcun impatto sul governo e sulla vita interna del Movimento: il ruolo del capo politico si ridiscute tra 4 anni”. Un messaggio che in più occasioni ribadisce anche il collega Matteo Salvini: “È un voto locale, sulle scelte nazionali non cambia nulla”. Critico invece Beppe Grillo: “Forse non siamo all’altezza, forse siamo principianti come dicono”. 

“Sento spesso Grillo, nessun diverbio”

Il vicepremier nega che ci sia un contrasto di vedute con il fondatore del M5s Beppe Grillo, che ha commentato il risultato elettorale nel corso di uno spettacolo a Catania con parole molto dure. “Con Grillo mi sento spesso, anche 10 minuti fa, anche ieri, non c’è nessun diverbio, nessun tipo di tensione – garantisce Di Maio – Sono 4 anni che dopo le amministrative c’è lo scontro secondo i giornali tra me e Beppe. ‘Fai cadere il governo’, gli ha attribuito qualcuno…non esiste nulla” “Che Grillo mi abbia detto di far cadere il governo è una sciocchezza”, ribadisce per poi minimizzare le critiche interne al partito, come quelle espresse dalla dissidente parlamentare Paola Nugnes: “Quelle due persone su 330 che hanno parlato contro di me non hanno il problema di essere rieletti in Parlamento”, attacca. Poi, una stoccata al Pd: “Il centrosinistra dal 2013 si illude di poter rubare voti al M5S alle amministrative come al mercato delle vacche”.






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