M5S, Di Maio rilancia il vincolo di mandato contro i cambi di casacca


Dopo l’addio della senatrice Gelsomina Silvia Vono, passata a Italia Viva di Matteo Renzi, il leader del M5s Luigi Di Maio teme un’emorragia di parlamentari e rilancia il vincolo di mandato. Ma la proposta suscita malumori all’interno della maggioranza e anche fra i renziani, col Pd che fa muro sulla revisione dell’articolo 67 della Costituzione, che non impedisce i cambi di casacca. “La Costituzione è una Carta sacra, che non si scrive a seconda delle ragioni contingenti di questa o quella forza politica”, ha detto il vicesegretario del Pd Andrea Orlando a Sky Tg24. A polemica ormai accesa, Di Maio ha tentato una mezza marcia indietro: “Non voglio un muro contro muro, contemperiamo libertà dell’individuo e l’evitare che i cittadini vengano traditi con il cambio di casacca”. Ma lo scontro è aperto.

Di Maio: “Parlerò col Pd per stop a mercato delle vacche”

Da New York dove Di Maio è stato per l’assemblea generale dell’Onu ha rimesso in agenda un tema caro al Movimento: “Sono consapevole che questo argomento non è nel programma di governo, ma ne parlerò col Pd perché per me dobbiamo mettere fine a questo mercato delle vacche, sia dei parlamentari che passano in altri gruppi sia dei gruppi che li fanno entrare”. Il capo politico del M5s ha poi ricordato che c’è distinzione tra “chi muove giuste critiche e chi va via perché non ha ottenuto nulla per sé”. I primi “li ascolterò”, i secondi “dovranno pagare 100mila euro per danni di immagine, come da Statuto”, ricordando le regole del Movimento.

Il Pd fa muro

Tutte le forze politiche, non solo Pd e Italia Viva, ma anche Forza Italia, bocciano il vincolo di mandato proposto dal ministro degli Esteri. Solo Fdi, da sempre favorevole all’introduzione di questa misura, sposa la proposta. “Di Maio vuole scherzare…”, taglia corto il capogruppo Pd Andrea Marcucci mentre Ettore Rosato chiude: “la proposta fa male alla Costituzione”.  Per il vicesegretario Dem Orlando è bene ragionare su meccanismi “per disincentivare il trasformismo, magari guardando ai Regolamenti parlamentari, ma – ribadisce, sempre dai microfoni di SkyTg24 – non sono convinto che per lo scontento di una singola forza per un fenomeno che, in quel singolo momento, la colpisce si possa riscrivere la Costituzione, scritta – rileva ancora l’esponente Pd – perché non ci fossero in Parlamento marionette manovrabili dall’esterno”. “Siamo anche noi contro il trasformismo, ma lo si combatte con altri strumenti che introducendo il vincolo di mandato, che altera la nostra Costituzione”, ha detto il presidente dei deputati del Pd Graziano Delrio.

Rampelli (Fdi): “Di Maio s’è svegliato”

Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato Fdi, pur essendo favorevole a norme che impediscano i cambi di partito, ha criticato Di Maio: “Il ministro degli Esteri interviene sulla questione dei cambi di casacca da parte dei parlamentari e fa sapere che vuole introdurre il vincolo di mandato. Di Maio s’è svegliato, adesso però ci spiegasse perché ha votato contro gli emendamenti di Fdi sulla modifica all’articolo 67 della Costituzione. I 5 Stelle confermano di accorgersi dei problemi solo quando li riguardano direttamente”.

Milanato (Fi): “Pericolosa deriva antidemocratica”

“L’appello di Di Maio al Pd per introdurre il vincolo di mandato conferma la pericolosa deriva antidemocratica rappresentata dalla sinistra al Governo. Un simile istituto è contrario innanzitutto al dettato costituzionale che va in direzione diametralmente opposta, oltre che al sistema di garanzie contenute anche nei regolamenti delle camere che assicurano specifiche guarentigie in favore dei parlamentari in dissenso dal gruppo di appartenenza”, ha affermato la deputata di Forza Italia e tesoriere del gruppo alla Camera, Lorena Milanato.






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