l’evoluzione dello smartphone low cost


Le persone sono sempre meno disposte a spendere grandi cifre per sostituire il proprio smartphone. Le prove sono numerose, dai recenti problemi di Apple e Samsung al generale calo di vendite dell’intero mercato. Per questo motivo, la fascia media è quella a cui spesso ci si rivolge, grazie al suo rapporto qualità-prezzo. Le società cinesi, come Xiaomi e Huawei, avevano previsto questo scenario da diverso tempo e ora ne stanno cogliendo i frutti, ottenendo importanti fette di mercato e mettendo in serio pericolo i profitti della concorrenza.
In questo contesto, Huawei ha deciso lo scorso anno di provare a creare il dispositivo perfetto per l’utente comune: l’originale P Smart, che è stato poi anche aggiornato nella sua variante Plus, uno smartphone curato che ha convinto sia la critica che il pubblico. Ebbene, quest’anno la società cinese ci riprova con P Smart 2019, che cerca di migliorare quanto offerto dal suo predecessore. Lo smartphone è venduto a un prezzo consigliato di 249 euro, ma può già essere acquistato su Amazon.it a circa 200 euro.

Design e unboxing

La confezione di vendita contiene, oltre allo smartphone, un caricabatterie 5V/2A, il cavo microUSB standard per la ricarica, la spilla per l’estrazione del vano Dual nanoSIM (due nanoSIM o una nanoSIM + microSD), delle buone cuffiette in-ear e manualistica varia. Nella parte superiore della confezione è impressa la scritta “Huawei P Smart”, mentre nella parte inferiore troviamo le informazioni sullo smartphone. Huawei P Smart 2019 si presenta con delle dimensioni di 155,2 x 73,4 x 7,95 mm, per un peso di 160 grammi. Per quanto riguarda l’ergonomia, il nuovo smartphone della società cinese non è certo piccolo, ma nonostante tutto si riesce ad utilizzarlo tranquillamente con una sola mano. Il grip è buono, anche se il retro tende a essere un po’ “scivoloso” in certe situazioni.
Molto bella la backcover in grado di garantire degli ottimi giochi di luce, anche se la versione Midnight Black da noi provata non rende molto l’idea. Abbiamo avuto modo di vedere la colorazione Aurora Blue e vi assicuriamo che è uno spettacolo per gli occhi.

Nella parte anteriore i bordi sono contenuti e lo schermo presenta l’ultima tipologia di notch, ovvero quella a “goccia”, che contiene solamente la capsula auricolare e la fotocamera frontale. Può sembrare un dettaglio di poco conto, ma in realtà va a stravolgere totalmente il design, rendendolo al passo con i tempi e avvicinandosi sempre di più a un aspetto “all-screen”. Infatti, la tacca è particolarmente ristretta e porta lo screen-to-body ratio all’83,1% circa. Manca il tasto Home: si fa tutto con la navbar a schermo.
Presente un sensore di impronte digitali posto sul retro, che è risultato veloce e funzionale. Tuttavia, abbiamo spesso preferito sfruttare il comodo sblocco facciale 2D offerto da questo P Smart 2019. Continuando a parlare della parte posteriore, troviamo i due sensori fotografici + flash Dual LED disposti in verticale in alto a sinistra e seguiti dall’immancabile scritta “AI Camera”. Gli altoparlanti trovano posto nella parte inferiore, a fianco della porta microUSB standard, del primo microfono e del jack da 3,5mm per le cuffie.
La mancanza di una USB Type-C si fa sentire e nel 2019 inizia a essere un problema non di poco conto. Nella parte superiore fanno capolino il secondo microfono e il carrellino per la SIM. Sulla destra sono presenti il tasto d’accensione e il bilanciere per gestire il volume.
Il dispositivo viene venduto nelle colorazioni Midnight Black, Aurora Blue e Sapphire Blue. Noi, come potete vedere dalle immagini, abbiamo testato la colorazione Midnight Black, in linea con il mercato attuale, oramai dominato da colori “scuri”. Tirando le somme, il design di Huawei P Smart 2019 è piacevole alla vista, si distingue dagli altri prodotti di fascia media e il notch è comunque camuffabile via software nel caso non piacesse.

Caratteristiche tecniche

Huawei P Smart 2019 è spinto da un processore octa-core Kirin 710 operante alla frequenza massima di 2,2GHz (4 x 2,2 GHz Cortex-A73 + 4 x 1,7 GHz Cortex-A53), affiancato da una GPU Mali-G51. Troviamo poi 3GB di RAM e 64GB di memoria interna (espandibile tramite microSD fino a 512GB), sufficienti per qualsiasi tipo di utilizzo. Si tratta di una configurazione che consente buone prestazioni in ambito quotidiano, ma la scelta da parte di Huawei di utilizzare una quantità così limitata di RAM ci ha fatto un po’ storcere il naso. Il display ha un pannello IPS LCD da 6,21 pollici con risoluzione Full HD+ (2340×1080 pixel) e aspect ratio 19,5:9.

Si tratta di un ottimo schermo, che ci ha dato molte soddisfazioni durante i nostri test. La regolazione automatica della luminosità funziona bene, mentre la modalità per la protezione degli occhi e quella per la risoluzione intelligente sono gradite aggiunte. Guardare video su questo display è piacevole e Huawei è ormai riuscita a padroneggiare al meglio questo aspect ratio. Infatti, spesso gli sviluppatori faticano a far riprodurre i contenuti multimediali in 19,5:9 e il risultato è il rendere essenzialmente inutile il notch.

In questo caso, invece, la società cinese è riuscita a realizzare una modalità “visualizza a schermo intero” veramente funzionale, che riesce a rendere compatibili la grande maggioranza delle applicazioni. YouTube dispone ancora della solita impostazione zoom (con conseguente crop del video) e Twitch non riesce ad andare oltre i 16:9, ma quelli sono problemi che vanno risolti dagli sviluppatori di terze parti.

Passando al comparto fotografico, torviamo una fotocamera frontale da 8 megapixel (f/2.0) mentre sul retro è presente una doppia fotocamera composta da un sensore principale da 13 megapixel (f/1.8) e da un secondo sensore da 2 megapixel (f/2.4) per il calcolo della profondità. Entrambe sono in grado di registrare video fino alla risoluzione 1080p/30fps. Non mancano le modalità Apertura, IA, Notte, Ritratto, Pro, Panorama, Lenti AR, Light Painting, HDR, Time-Lapse, Filtro e Adesivi. Interessante la presenza di HiVision, in grado di scannerizzare gli oggetti mediante una foto in modo simile a Google Lens e di tradurre in tempo reale le scritte.

C’è anche la possibilità di effettuare uno scatto rapido premendo due volte il tasto riduzione del volume a schermo bloccato. La stabilizzazione dell’immagine è buona e la qualità delle foto scattate dai sensori posteriori è nella media di questa fascia di prezzo. La fotocamera frontale invece va un po’ a perdersi in contesti di scarsa luminosità, ma è comunque sufficiente per l’utilizzo dell’utente medio. Abbiamo provato anche a fare numerosi “punta e scatta” e Huawei P Smart 2019 ci ha sempre soddisfatti in tal senso. Trovate alcune foto non compresse seguendo questo link.

Non male il comparto audio, con un buon volume massimo e degli altoparlanti che confermano la qualità già vista con la precedente iterazione. Rimane molto buona l’autonomia, che si fregia di una batteria non rimovibile da 3400 mAh, garantendo all’utente di arrivare tranquillamente a sera. Nelle nostre giornate di test, siamo spesso arrivati a fine giornata con una carica residua del 20%.
Insomma, la societa cinese continua a essere una garanzia in tal senso. Ovviamente presenti tutte le connettività richieste dal mercato odierno degli smartphone, come 4G LTE, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac single-band, NFC e Bluetooth 4.2.

Software

Il sistema operativo è Android 9 Pie con EMUI 9.0, che al momento in cui scriviamo dispone delle patch di sicurezza del 1 gennaio 2019. Una delle cose che ci piacciono di più della personalizzazione di Huawei sono sicuramente le gesture, molto comode da usare e ottime quando si tiene lo smartphone con una sola mano. Attivandole, la classica navbar scompare dalla parte bassa dello schermo. La funzione “indietro” è sostituita da uno swipe da sinistra verso destra sul bordo sinistro del display, mentre per entrare nel menù del multitasking bisogna fare uno swipe dal basso verso l’alto e mantenere la pressione.
Per tornare alla home da un’app invece basta semplicemente uno swipe dal basso verso l’alto sul bordo inferiore. Troviamo poi la nuova schermata denominata Gestione Digitale, che fornisce una panoramica sull’utilizzo del telefono, con lo scopo di limitare il tempo passato sullo smartphone.
Da segnalare la totale assenza di bloatware, con la società cinese che ha preinstallato solamente gli applicativi che possono servire veramente nell’uso quotidiano. Reattività e fluidità sono come sempre al top della categoria, anche se la grafica della EMUI rimane purtroppo ancorata al passato. Sembra essere giunto il momento di un restyling, visto che la concorrenza è oramai molto più avanti da questo punto di vista. Per il resto, le novità introdotte sono quelle dell’ultima major release di Android (per tutte le informazioni vi rimandiamo a questo articolo).

Prestazioni, benchmark e confronto

Non abbiamo riscontrato alcun problema di fluidità con questo Huawei P Smart 2019, anche con app “pesanti” come Facebook, Instagram e Twitter, che funzionano come ci si aspetta da uno smartphone di fascia media. Tuttavia, la scelta della società cinese di puntare su 3GB di RAM si fa sentire, soprattutto quando si sfrutta il multitasking. Per gli amanti dei benchmark, lo smartphone ha fatto registrare un punteggio di 130372 punti su AnTuTu e di 1528 punti in single-core e 5446 punti in multi-core su GeekBench. Per farvi un esempio concreto Xiaomi Mi A2, venduto a un prezzo di circa 170 euro su Amazon.it, ha fatto segnare circa 500 punti in più su AnTuTu. Insomma, prestazioni non proprio al top della fascia media, ma che vanno comunque bene per l’uso dell’utente medio.

Gaming

Abbiamo testato una selezione di cinque titoli: Assassin’s Creed Identity, Real Racing 3, Modern Combat 5, ARK: Survival Evolved e ovviamente PUBG Mobile. I primi tre sono usciti ormai da diversi anni e non dispongono di elevate richieste tecniche, mentre gli ultimi due possono mettere a dura prova gli smartphone di questa fascia di prezzo.
Assassin’s Creed Identity gira bene, con pochi lag e dettagli al massimo, ma d’altronde stiamo parlando di uno spin-off della serie (sviluppato da Blue Byte) uscito nel 2016, che presenta una grafica 3D non troppo complessa e ampiamente superata dai titoli mobile lanciati negli ultimi due anni. Anche Real Racing 3 di Electronic Arts gira bene. Uscito nel 2013, il titolo è stato spesso aggiornato dalla società californiana, ma ormai il comparto grafico inizia a sentire il peso degli anni. Stesso discorso per Modern Combat 5 di Gameloft, uscito nel luglio del 2014, che gira in modo fluido su questo Huawei P Smart 2019.

Passando ai titoli più recenti, ARK: Survival Evolved gira fluidamente solo a “Low”, anche se ci sono diversi cali di framerate nelle situazioni più concitate. Parlando invece di PUBG Mobile, attualmente uno dei titoli più giocati su smartphone, qui sopra potete vedere qualche minuto di gameplay registrato durante la nostra prova. Il titolo di Tencent Games viene automaticamente impostato con dettagli su “Balanced” e frame rate su “Medium“.
Dal video, si nota come PUBG Mobile offra una buona fluidità, anche se ovviamente con diversi compromessi a livello di grafica. Insomma, Huawei P Smart 2019 permette una buona esperienza di gioco ma non eccezionale, anche se riesce a far girare la maggior parte dei titoli del catalogo.



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