le nomination eSport fanno discutere


L’11 aprile, nella splendida cornice dell’Acquario Romano di Roma, si terranno le premiazioni degli Italian Video Game Awards. Le nomination rivelate di recente fanno, come sempre, discutere, confermando il tipico iter di chi, dal pubblico, vorrebbe un videogioco piuttosto che un altro tra i candidati alla vittoria finale. Dei nomi dei videogiochi scelti dalla giuria guidata dall’esperto Federico Cella, tuttavia, ce ne occuperemo in un altro momento. In questa sede il nostro focus saranno invece le nomination riferite alla sezione esport.
Rispetto all’edizione 2018 dei VGA, infatti, ci sono due novità per gli sport elettronici. È stato confermato il premio “Esports Game of the Year” con l’aggiunta del “Best Esports Player” e del “Best Esports Team“. Tutti e tre i premi saranno decisi tra cinque concorrenti finali che rappresentano le nomination, non senza possibili discussioni in merito ai titoli scelti. Ma procediamo con ordine.

Esports Game of the Year

Forse in uno degli anni peggiori di Hearthstone sul profilo competitivo, sembra quasi inspiegabile la sua presenza tra i cinque migliori titoli esport. Decine, se non centinaia, di giocatori professionisti hanno abbandonato il circuito perché stanchi del modus operandi di Blizzard nel gestire espansioni, nuove carte e modifiche a quelle già esistenti. Nonché del funzionamento del circuito competitivo. Non è un mistero che anche alcuni tra i migliori pro-player abbiano preferito migrare su altri titoli simili, primo fra tutti Magic: The Gathering Arena.

Soggetto a interpretazione, invece, Fortnite. Se sia o meno un titolo esport è una discussione che si protrae praticamente dall’inizio del suo successo. Fortnite è indubbiamente un fenomeno mediatico che nel 2018 ha conquistato chiunque, in Italia e nel mondo. Anche grazie, e soprattutto, al lavoro dei numerosi streamer che hanno contribuito a renderlo tra i titoli più seguiti e apprezzati. A favore di Fortnite gioca di certo l’annuncio del montepremi da 100 Milioni di Dollari nella stagione 2018-2019 ma la gestione degli eventi è stata tutt’altro che “competitiva” e molto spesso criticata dagli stessi giocatori professionisti.

Posto che titoli come League of Legends, Overwatch e Rainbow Six Siege sono intoccabili e meritano di trovarsi in nomination, illustri assenti sono senza ombra di dubbio titoli come Counter-Strike: GO e Dota2. Numeri da panico per spettatori e montepremi e interesse che riescono a suscitare. Il fatto che in Italia siano titoli meno seguiti è una giustificazione che vale forse solo per Dota2. CS:GO è ancora tra i titoli più apprezzati anche da noi, senza dimenticare che nel 2018 in Italia si è disputata la Zotac Cup, evento internazionale che ha incontrato il parere positivo di tutti i partecipanti stranieri.

Impossibile poi escludere l’impatto che Starcraft II ha avuto nel 2018. Sia in Italia, con i successi e le partite palpitanti del nostro Riccardo “Reynor” Romiti, a un passo dalla qualificazione al Blizzcon, sia all’estero. Starcraft II è stato infatti il primo titolo esport a essere inserito in un evento olimpico parallelo ai Giochi, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Pyeong-Chang, ufficialmente riconosciuto dal CIO. È stato a tutti gli effetti l’ambasciato degli esport alle Olimpiadi. Evidentemente non abbastanza per essere preso in considerazione.

Sorprende, infine, la totale assenza di titoli mobile, un mercato che nel 2018 è esploso e ha permesso a chiunque, avendo un semplice smartphone, di trasformarsi in un giocatore professionista. Spicca, tra tutti, Clash Royale, rappresentante per eccellenza dell’esport mobile: una nomination per il titolo SuperCell non avrebbe affatto stupito. Senza contare che Pasti, talentuoso giocatore dei Mkers, si è piazzato nella Top 8 mondiale al Red Bull M.E.O..

Best Esports Player

Nessun dubbio qui sulla nomination di Daniele “Jiizuké” Di Mauro, a coronamento di un 2018 che lo ha visto diventare il primo italiano nella massima competizione di League of Legends e il primo connazionale a partecipare al mondiale. Così come sono certezze le presenze di Ettore “ETTORITO97” Giannuzzi, nel 2018 campione del mondo di PES sia nella modalità 1v1 che a squadre 3v3, e oggi giocatore del club scozzese del Celtic, e di Riccardo “Reynor” Romiti, a un passo dal disputare la fase finale mondiale di Starcraft II al suo primo anno nel circuito WCS, rischiando addirittura di battere il futuro campione del mondo Serral.

Meno chiaro, invece, il perché Daniele “IcePrinsipe” Paolucci e Francesco “Kuxir97” Cinquemani siano in lista. Il primo ha affrontato una stagione incostante, con tanti alti e bassi in cui il maggior apice è stato raggiunto con il terzo posto nel mondiale per club di FIFA18 con i suoi Mkers. La domanda principale è: se è proprio necessario rappresentare FIFA, perché inserire Daniele e non Fabio Denuzzo, qualificatosi al mondiale, nonché vincitore del miglior gol dell’intera competizione?

Francesco Cinquemani è indubbiamente una delle eccellenze dell’esport italiano, vincitore di numerosi trofei con la squadra dei Flipside Tactics su Rocket League. Ma non nel 2018, annata in cui di trofei non se ne sono visti e i piazzamenti non sono stati esaltanti, pur confermandosi tra i migliori giocatori europei. Eppure i nomi da inserire non mancano. È sufficiente pensare a Marco “Vengeur” Ragusa, nel 2018 esploso come giocatore di Quake Champion, raggiungendo la vetta di terzo miglior giocatore al mondo, conquistando il primo posto nella Quake Open League #7 e approdando ai Myztro Gaming, l’organizzazione più importante sul titolo Bethesda.  O, per fare altri nomi, personaggi del mondo del simracing come Giorgio Mangano, pilota “virtuale” della scuderia della Williams Racing, vincitore del torneo GT Sport al Nurburgring e della Mercedes Benz eCup, nonché il terzo posto alla finale europea del torneo ufficiale targato FIA.

Sono solo alcuni esempi illustri, di certo ne potremmo elencare altri. Ma sono sufficienti per capire che altre scelte, probabilmente più motivate, erano possibili. Uno su tutti, forse: se si accetta di inserire Fortnite come titolo esport, non può mancare nella lista dei migliori cinque Giorgio “Pow3r” Calandrelli, tra i migliori giocatori italiani ed europei e dal 2018 ufficialmente giocatore dei Fnatic. Infine, non è possibile escludere dalla lista una figura come Lorenzo “Trastevere73” Daretti, per due volte consecutive campione del mondo della MotoGP Esports Series.

Best Esports Team

A una prima occhiata veloce gli unici a meritare senza alcun dubbio di ritrovarsi tra i migliori cinque sono Exeed e Mkers. I primi hanno ottenuto risultati più che importanti in ogni titolo su cui competono. Con Reynor sono arrivati nell’olimpo di Starcraft II; con Marco “Turna” Castiglioni hanno raggiunto la qualificazione alle Finals di Hearthstone a Los Angeles; il loro Joshua “Ghirlanda” Bianchi ha ottenuto uno dei più importanti risultati di sempre di un occidentale all’EVO Japan su Tekken. I Mkers, nonostante siano stati orfani dei successi del 2017 su FIFA, hanno ottenuto grande visibilità e successi su altri titoli: primo fra tutti Clash Royale con il loro giocatore già citato in precedenza, ormai ex, Luca Javier “Pasti” Pegna, campione del Red Bull MEO by ESL italiano a Lucca. Nonché con Lorenzo “Trastevere73” Daretti, per la seconda volta consecutiva campione del mondo della MotoGP Esports Series.

Lungi dal giudicare i risultati di Samsung Morning Stars, legati principalmente a Overwatch e Hearthstone, QLASH e Team Forge, oggi fusi in un’unica entità, stupisce piuttosto l’assenza di nomi come Outplayed e EnD Gaming. Gli Outplayed hanno sostanzialmente dominato la scena competitiva di League of Legends per nove mesi: vincitori di Lega Prima Stagione 3, del PG Nationals Summer Split, dell’EIC Summer e dell’EVC Winter. Senza dimenticare i successi e i piazzamenti in Top4 negli altri titoli. Gli EnD Gaming, dal canto loro, sono da due anni i dominatori indiscussi della scena di Rainbow Six Siege, nonché il principale rappresentante della scena italiana in Europa. E come non ricordare gli iDomina eSports che nel 2018 hanno dominato per lunghi tratti su Call of Duty.

Traendo le conclusioni quello che traspare a prima vista, osservando le nomination, è la superficialità con cui sono state operate le scelte definitive. Indice, in particolare, di una scarsa attenzione al mondo dell’esport a tutto tondo e di decisioni prese da chi il settore non lo vive giorno per giorno ma ne riceve l’eco attutita. Nessun rimprovero, tuttavia: solo un invito per l’anno prossimo a prendere decisioni più aderenti alla realtà dei fatti.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *