La riforma del copyright ottiene un altro via libera dal Parlamento UE



La discussa riforma del copyright dell’Unione Europea, che negli ultimi giorni ha ottenuto l’ok dal trittico del Vecchio Continente, fa un ulteriore passo in avanti e si avvicina all’approvazione definitiva.

Nella serata di ieri infatti la Commissione degli Affari Giuridici dell’Unione Europea ha approvato in via definitiva l’accordo trovato qualche settimana fa dai tre organismi centrali europei, che avevano apportato delle modifiche all’articolo 13 ed articolo 11, i più contestati della riforma. Il testo è stato licenziato con 16 voti a favore, 9 contrari e zero astenuti.

A questo punto la palla passerà alla seconda plenaria di marzo a Strasburgo, in programma dal 25 al 28 del prossimo mese.

Nel comunicato diffuso tramite Twitter si legge che la riforma garantisce maggiori diritti agli editori, ma i legislatori hanno anche voluto puntare i fari sulla libertà d’espressione. Gli articoli quindi potranno essere condivisi, ma anche le immagini GIF ed i meme.

Gli editori sono ovviamente soddisfatti per questo ulteriore passo in avanti ed in un accordo congiunto diffuso dalle associazioni di categoria si legge che “accogliamo con favore la decisione della commissione Juri e ora facciamo appello alla plenaria a votare a sostegno del vitale panorama culturale e mediatico dell’Europa come ha fatto a larga maggioranza lo scorso settembre. Il voto è un passo avanti democratico verso il conseguimento di un diritto d’autore adeguato per l’era digitale“.

Di avviso opposto invece Isabella Adinolfi, eurodeputata del Movimento 5 Stelle, secondo cui “questo voto è una ferita alla libertà della rete perché vengono di fatto confermati i due articoli più controversi, quello 11 che introduce la cosiddetta #linktax e il 13 che prevede una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione, dando il via all’uso di filtri automatici. Il testo inoltre presenta alcuni aspetti di vaghezza che determinano una situazione di incertezza giuridica, andando a danno sia degli autori e dei creatori che degli operatori economici del settore e rischiando di frammentare il mercato digitale unico. L’eccezione a favore delle startup europee, frutto del compromesso tra Germania e Francia in Consiglio, non convince perché di difficile applicazione a qualche situazione concreta“.

Soddisfatto Enrico Gasbarra del Partito Democratico, che al termine della votazione si sofferma sulla difesa alla libertà d’espressione, che secondo il politico sarebbe stata difesa nella riforma. “Wikipedia, non è in alcun modo messa in discussione da questa riforma. Il nuovo copyright tutela le produzioni e i diritti della nostra industria cinematografica e di produzioni tv molto ambite all’estero e mette a riparo, grazie al riconoscimento dei diritti d’autore, migliaia di posti di lavoro di un settore straordinario per la cultura italiana” afferma Gasbarra del PD.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Elvira Savino di Forza Italia, secondo cui grazie a questa riforma “artisti, giornalisti, autori, creativi, musicisti, interpreti, sceneggiatori, scrittori, fotografi ecc, che producono contenuti, vedranno giustamente riconosciuto il loro lavoro e il loro diritto d’autore anche su internet“.



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