La proposta della Lega: in radio una canzone italiana ogni tre


Almeno una canzone italiana su tre in radio: è questa la proposta avanzata dalla Lega che intende modificare i palinsesti musicali delle radio nazionali affinché “almeno un terzo della programmazione sia dedicata a musica italiana”. Primo firmatario della proposta è Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania. (LO SPECIALE SANREMO 2019)

Cosa prevede la proposta di legge

Lo scopo è quello di “puntare sulla nostra musica, dare spazio agli esordienti, tutelare la nostra tradizione”. Nel testo, che riporta le firme anche dei deputati Maccanti, Capitanio, Cecchetti, Donina, Fogliani, Giacometti, Tombolato e Zordan, dal titolo “Disposizioni in materia di  programmazione radiofonica della produzione musicale italiana”, si chiede all’articolo 2 che “le emittenti radiofoniche, nazionali e private” debbano riservare “almeno un terzo della loro  programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione”. Inoltre, una quota “pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera” dovrà essere riservata alle “produzioni degli artisti emergenti”. Nella proposta, si stabilisce poi che la vigilanza sulla applicazione della legge sarà affidata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la quale potrà, in caso di “reiterata inosservanza delle disposizioni di legge”, sospendere l’attività radiofonica “da un minimo di otto ad un massimo di trenta giorni”. (Sanremo 2019, Bertè: avrei voluto vincere)

La “quota” come in Francia

Secondo gli ultimi dati, citati da Morelli, nelle dieci emittenti radiofoniche più ascoltate in Italia la quota media di repertorio italiano è inferiore al 23%, con alcuni casi limite di emittenti (specializzate e non) in cui tale quota è uguale o inferiore al 10%. La proposta richiama alcuni esempi già presenti in Europa, come il sistema delle “quote” impiegato in Francia. Qui, dal 1994, con l’approvazione della legge Toubon sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti, le radio transalpine sono obbligate a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera. Morelli spiega la propria scelta sottolineando che “la musica non è solo un passatempo ma un racconto della nostra vita, della nostra cultura, dei momenti della vita, dei luoghi e dei sentimenti”, non dimenticando che “promuovere la musica italiana significa sostenere l’industria della cultura del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano”. “Il punto è interrogarsi su che fine fa la musica italiana per 365 giorni all’anno, quando si chiude il sipario dell’Ariston”, conclude l’ex direttore di Radio Padania. 






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