La fame influenza le decisioni anche quando non riguardano il cibo


È meglio prendere le decisioni a stomaco pieno, anche quando le opzioni tra le quali possiamo scegliere non riguardano esclusivamente il cibo.
A suggerirlo sono i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Dundee, in Scozia, che ha valutato l’influenza della fame sulle scelte decisionali di un campione variegato di individui.

Lo studio nel dettaglio

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Psychonomic Bulletin & Review, gli esperti hanno condotto un test su un campione composto da 50 individui, valutando se le loro risposte su cibo, denaro o altre ricompense fossero influenzate dalla fame.
Per farlo i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di rispondere a specifiche domande in due diversi momenti della giornata, quando a stomaco vuoto e subito dopo aver mangiato.
Proprio come ipotizzato dagli esperti prima dell’inizio del test, il campione affamato quando interrogato sul cibo ha preferito scegliere di poter consumare nell’immediato un pasto poco sostanzioso, piuttosto che aspettare del tempo e poterne consumare uno più abbondante.
Tuttavia, ciò che ha sorpreso gli esperti è stata la risposta dei partecipanti quando interrogati a stomaco vuoto su altre forme di ricompensa. La fame ha alterato le loro preferenze anche su argomenti che non riguardavano il cibo.
"Abbiamo riscontrato un grande effetto: le preferenze delle persone cambiano drasticamente dal lungo al breve termine quando hanno fame”, spiega Benjamin Vincent, principale autore dello studio. "Questo è un aspetto del comportamento umano che potrebbe essere potenzialmente sfruttato dagli esperti di marketing, e le persone devono sapere che le loro preferenze possono cambiare quando sono affamate".

Un pisolino di 90 minuti aiuta a prendere decisioni migliori

Secondo un precedente studio, per essere in grado di eseguire scelte che richiedono concentrazione potrebbe essere d’aiuto fare un pisolino di un’ora e mezza. 90 minuti di riposo, indipendentemente dalla durata del sonno notturno, rappresenterebbero il lasso di tempo ideale per favorire l’elaborazione di informazioni di cui non si è pienamente coscienti e valutare aspetti positivi e svantaggi che possono influire su una decisione.  

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