la dipendenza da videogame non dipende dai giochi



Nel commentare i risultati finanziari raggiunti da Nintendo nell’ultimo trimestre, il presidente Shuntaro Furukawa ha voluto esprimere il suo parere sulla delicata questione della dipendenza da videogiochi.

Nel documento riassuntivo degli argomenti trattati a margine dell’ultima conferenza con gli investitori, il nuovo boss della casa di Super Mario si è detto convinto del fatto che il problema della dipendenza da videogame non abbia a che fare con i giochi, ma con il legame che si instaura tra un giocatore e il proprio titolo preferito fino a sfociare in vera e propria assuefazione.

A detta di Furukawa, quindi, per arginare il fenomeno “una cosa che abbiamo fatto come società che crea videogiochi è stata quella di implementare una funzione che consenta ai genitori di limitare il tempo in cui i propri bambini possono giocare. Penso che un’ulteriore implementazione di questo tipo di funzionalità e una maggiore sensibilizzazione sull’argomento e sul fatto che queste funzioni esistono già sia un modo efficace per affrontare questo problema”.

La strategia attuata da Nintendo per arginare il fenomeno della dipendenza da videogiochi e sensibilizzare i propri utenti sull’argomento va quindi nella direzione indicata dal Governo Giapponese, che recentemente ha recepito la direttiva dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica tale dipendenza come un disturbo mentale e avviato, contestualmente a tale decisione, un’indagine su vasta scala con un questionario rivolto a un campione di 6.000 adolescenti di età compresa tra i 12 e i 20 anni.



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