La dieta influenza risposta dei batteri intestinali agli antibiotici


L’assunzione di antibiotici, spesso necessaria per combattere le infezioni batteriche, danneggia i cosiddetti batteri ‘buoni’ dell’intestino.
Secondo un nuovo studio, condotto sui topi da un team di ricercatori della Brown University di Providence, in Rhode Island (Usa), l’alimentazione potrebbe giocare un ruolo determinante nella protezione del microbioma dagli effetti collaterali degli antibiotici. Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno analizzato la risposta agli antibiotici dei batteri dei roditori, per poi focalizzarsi su eventuali strategie in grado di proteggere il microbioma dell’intestino.

Studio sui topi trattati con diversi antibiotici

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Cell metabolism, i ricercatori sotto la guida di Peter Belenky, assistente professore di microbiologia molecolare e immunologia, hanno studiato come ridurre al minimo questo effetto collaterale, che può portare a squilibri potenzialmente letali nel microbioma trattando dei roditori da laboratorio con tre diversi antibiotici: L’amoxicillina, solitamente prescritta per combattere le infezioni dell’orecchio, la ciprofloxacina, usata per trattare le infezioni del tratto urinario e la febbre tifoide e la doxiciclina, spesso applicata nel trattamento della malattia di Lyme e contro le infezioni del seno.
Sono così riusciti a dimostrare che l’amoxicillina, oltre a ridurre la varietà di batteri e a modificare i geni di quelli rimanenti ha stimolato la produzione di alcuni batteri ‘buoni’: i Bacteroides thetaiotaomicron.

La dieta influisce sul microbioma

Studiando come ridurre gli effetti collaterali degli antibiotici, hanno successivamente dimostrato che l’aggiunta di glucosio alla dieta dei topi ha migliorato la risposta dei Bacteroides thetaiotaomicron contro l’antibiotico.
“Da molto tempo sappiamo che gli antibiotici hanno un impatto sul microbioma. Ora sappiamo che la dieta influisce sul microbioma. Questo è il primo documento che riunisce queste due evidenze”, spiega Belenky, autore principale dello studio.
Saranno necessarie ulteriori ricerche per approfondire quando emerso da questo primo studio sui roditori.
“Ora che sappiamo che la dieta è importante per la suscettibilità batterica agli antibiotici, possiamo porre nuove domande su quali nutrienti hanno un impatto e vedere se possiamo prevedere l’influenza di diverse diete”, conclude l’esperto.  

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