Incidenti stradali, in Italia più morti della media Ue


L’Italia rimane sopra la media dell’Unione europea per tasso di mortalità stradale, anche se ha registrato un lieve miglioramento tra il 2017 e il 2018, secondo i dati preliminari della Commissione. L’Italia ha registrato lo scorso anno 55 morti per milione di abitanti contro una media Ue di 49 morti. I Paesi che hanno avuto i risultati migliori nel 2018 sono stati Regno Unito (28 decessi per milione di abitanti), la Danimarca (30) e l’Irlanda (31). I peggiori sono stati Romania (96 decessi per milione di abitanti), la Bulgaria (88) e la Lettonia (78). Complessivamente nel 2018 circa 25.100 persone hanno perso la vita in incidenti stradali nell’Ue a 28, con un calo del 21% rispetto al 2010 e del 1% rispetto al 2017.

Uno scontro mortale a Bergamo. Lapresse

Uno scontro mortale a Bergamo. Lapresse

UTENTI DEBOLI
Anche se i dati dello scorso anno sugli utenti vulnerabili – pedoni, ciclisti e motociclisti – non sono ancora disponibili, le cifre del 2017 mostrano una forte incidenza in termini di vittime in questa categoria. Nel 2017, il 21% delle persone morte a causa di incidenti sulla strada erano pedoni, l’8% ciclisti e il 15% motociclisti. Secondo la Commissione, le strade europee sono comunque “le più sicure al mondo”.



OBIETTIVI

L’Ue si è data come obiettivo di ridurre di metà il numero di morti sulle strade tra il 2010 e il 2020 e vuole arrivare a zero decessi entro il 2050. Tra le misure messe in campo c’è l’obbligo per gli Stati membri di effettuare una cartografia dei rischi per tutte le autostrade e strade principale e di prendere in conto gli utenti vulnerabili per le valutazioni, gli audit e le ispezioni di sicurezza. Inoltre, l’Ue ha introdotto l’obbligo in futuro di alcuni dispositivi di sicurezza integrati nei veicoli nuovi (i cosiddetti Adas), come l’adattamento intelligente della velocità per restare sotto i limiti, i freni automatici di emergenza e l’assistenza per la traiettoria.

 Alessandro Pastore 

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