il TV OLED per la massima qualità di visione


Dopo aver provato per un mese il Sony AF8, la vera domanda da porsi è come poterlo migliorare. La casa giapponese ha realizzato un televisore con pochissimi punti deboli, dal design minimale e dalla qualità di visione davvero eccellente. Difficile chiedere di più, anche per chi è alla ricerca della massima fedeltà di immagine. L’AF8 è quindi il televisore perfetto? No, qualche sbavatura c’è, ma se dobbiamo trovare un punto debole nell’offerta Sony questo è, ancora una volta, il sistema operativo. Android TV non è fluido come dovrebbe, bastano pochi secondi per accorgersene, tra input lag e una lentezza che in un prodotto dal costo di circa 2800€, per la variante da 65 pollici da noi testata, non dovrebbe esserci.
Nonostante questo, il lavoro svolto dalla casa giapponese va comunque premiato, adattandosi a un pubblico piuttosto vasto, dall’appassionato che cerca un TV di alta qualità out-of-the-box al purista dell’immagine che vuole sfruttarlo al meglio grazie alle numerose impostazioni disponibili.

Design: solo il minimo indispensabile

Sony A1 e il più recente AF9 utilizzano un supporto posteriore con integrata l’elettronica del pannello, una soluzione che da un lato aumenta ancora di più il minimalismo del design, ma dall’altro provoca una leggera inclinazione all’indietro dello schermo. Durante la nostra prova dell’A1 non abbiamo notato particolari problematiche derivanti da questo, ma non per tutti è così e in effetti l’inclinazione può creare qualche difficoltà nel piazzare correttamente il televisore in determinati contesti. Con l’AF8 Sony ha deciso di utilizzare un supporto più tradizionale, piazzato al centro del pannello e realizzato in metallo satinato, molto elegante. Una leggera inclinazione all’indietro c’è comunque, basta osservare il pannello di lato per notarlo, ma come nel caso dell’A1 non abbiamo riscontrato alcun problema durante la visione.
Osservato frontalmente il design di Sony si mostra in tutto il suo splendore, colpendo grazie alle linee razionali che lo caratterizzano. È come se la casa giapponese volesse comunicare che non è importante cosa c’è all’esterno, è il contenuto che deve spiccare. Una volta accesa le cornici si rivelano piuttosto ristrette, ci sono ma non sono per niente invadenti, lasciando le immagini quasi sospese nel vuoto. Un piccolo led nella parte bassa, installato al centro, distoglie leggermente l’attenzione, ma basta entrare nel menù di configurazione per disattivarlo.

Sul retro si può notare l’eccezionale qualità costruttiva dello schermo, con una scocca interamente in metallo, mentre l’elettronica del televisore è racchiusa nella parte bassa del pannello ed è realizzata in policarbonato, che diminuisce un pochino l’aspetto premium del TV, ma si stratta di una piccolezza. Le connessioni sono tutte sul retro, grazie alla particolare forma della scocca che contiene l’elettronica Sony è riuscita a piazzare anche delle HDMI laterali.
In tutto ci sono 4 HDMI con HDCP 2.3, solo due però possono veicolare il segnale 4K a 60p, la numero 2 e la 3. Se dovete collegare una PS4 Pro dovrete dunque utilizzare queste per sfruttarla al meglio.
Una scelta, quella di Sony, piuttosto incomprensibile su un TV di questa fascia di prezzo. Troviamo poi una porta di rete ethernet, uscita audio ottica e con jack da 3.5 mm, tre porte USB e lo slot per CAM. Le connessioni wireless invece comprendono il Bluetooth e il Wi-Fi ac.

Il telecomando fornito in dotazione è nella media, ci saremmo aspettati qualcosa di più su questo fronte, di fatto è identico a quello dei precedenti modelli. Realizzato in plastica morbida sul frontale e leggermente più rigida sul retro, il controller ha il pregio di essere facilmente pulibile, grazie ai tasti realizzati direttamente nel policarbonato: non ci sono aperture in cui lo sporco può insinuarsi, e nel caso di bisogno basta utilizzare un panno umido per pulirlo.

Processore di immagine e audio

Sony AF8 è disponibile nei tagli da 55 e 65 pollici, entrambi ovviamente con risoluzione 4K e supporto a diversi formati per l’HDR. Troviamo il classico HDR10, l’HLG ma anche il Dolby Vision, con cui sfruttare i metadati dinamici, ad esempio, con i contenuti di Netflix. Il pannello utilizzato è lo stesso presente sul top di gamma AF9, cambia però il processore di immagine. Nel caso dell’AF8 abbiamo l’X1 Extreme, mentre nell’AF9 è impiegato l’X1 Ultimate. L’AF9 riesce meglio a gestire l’upscaling dei contenuti non 4K e presenta un HDR più incisivo, oltre a impostazioni ancora più avanzate, ma si tratta di differenze che solo gli utenti molto esperti possono notare e solo con alcuni tipi di contenuti.

Sul fronte audio Sony ha fatto un piccolo miracolo con questo AF8, migliorando la tecnologia Acoustic Surface introdotta dall’A1. Questa utilizza dei trasduttori posti dietro al pannello, che attraverso la vibrazione dello stesso riescono a generare un range sonoro davvero sorprendente, con bassi piuttosto incisivi. In aiuto arrivano anche ai due speaker posteriori aggiuntivi che danno una grossa mano nella riproduzione delle frequenze basse, tallone d’Achille della tecnologia Acoustic Surface.
Il risultato finale è un TV che suona decisamente meglio dei concorrenti, con un sound poco avvolgente ma comunque superiore alla media. Niente di paragonabile a una soundbar di buona qualità o meglio ancora a un impianto dedicato, ma siamo di fronte a uno dei televisori migliori in questo ambito.

Sistema operativo ed esperienza di visione

Nel momento in cui scriviamo Sony AF8 utilizza Android TV nella versione 7.0, ma l’aggiornamento ad Android 8 dovrebbe arrivare a breve. Tra gli aspetti positivi di questo sistema operativo troviamo la compatibilità con praticamente tutte le app dei servizi di streaming oggi disponibili in Italia, da Amazon Prime a Netflix, passando per TIM Vision, Infinity, Rakuten TV e Chili. Su questo fronte non manca davvero nulla. Come ravvisato nelle precedenti recensioni dei televisori Sony, il vero problema è la velocità e la reattività del sistema, non all’altezza della qualità visiva offerta da questo TV. Con la gamma 2019 Sony ha già confermato un miglioramento nelle prestazioni generali, e nel caso dell’AF9 è già così, visto che utilizza un processore Mediatek più aggiornato, perché muoversi tra i menù di Android con il telecomando mostra tutti i limiti della piattaforma hardware utilizzata. Nel nostro caso, abbiamo risolto il tutto tagliando fuori il sistema operativo del TV, utilizzando una NVIDIA Shield, sempre con Android TV ma con un hardware adeguato al suo utilizzo, eliminando lag e impuntamenti dall’esperienza d’uso.

Fortunatamente, quando si passa alla visione dei contenuti Android TV diventa solo un lontano ricordo. Sony AF8 spicca in ogni contesto d’uso, dai film al gaming, ma è proprio con i contenuti video che dà il meglio di sé. L’elettronica sviluppata dalla casa giapponese è eccellente, l’upscaling dei contenuti in SD e in Full HD è ottimo, ma è con il 4K e soprattutto con l’HDR che dà il meglio di sé. Basta avviare un film o una serie TV su Netflix in Dolby Vision per capirlo: neri intensi, buoni picchi luminosi, che possono arrivare anche a 800 nit, e un’ottima gestione del moto, grazie anche al pannello a 120 Hz nativi, caratterizzano l’esperienza di visione, ai vertici della categoria.

Il TV di Sony riesce a recuperare dettagli nelle zone più scure che un TV LCD, semplicemente, non può recuperare, e lo fa non solo grazie alla bontà del pannello impiegato, il merito va anche all’elettronica, che riesce a gestire molto bene queste situazioni.

Una buona notizia arriva dalla calibrazione di fabbrica, tra le migliori che abbiamo mai visto. Gli utenti che calibrano il proprio televisore con strumenti appositi sono una netta minoranza, ma con l’AF8 non se ne sente praticamente il bisogno. Molto importante per ottenere subito un risultato ottimo sotto questo fronte è l’utilizzo della modalità di immagine “Cinema Pro“, la migliore da cui partire per poi, eventualmente, personalizzare ancora di più la propria esperienza di visione.
Ottime le prestazioni durante il gioco, l’input lag non è da record, soprattutto in Full HD, dove si raggiungono quasi i 50 ms, mentre in 4K si scende intorno ai 30 ms, valori che non vanno tuttavia a rovinare l’esperienza d’uso.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *