Il Salva Roma spacca il governo, ira di Conte contro Salvini


La norma Salva Roma spacca ulteriormente la maggioranza di governo al termine di una giornata ad alta tensione. “Non siamo tuoi passacarte”, avrebbe detto il primo ministro Conte al leader della Lega Salvini che aveva annunciato prima del Cdm lo stralcio di gran parte della norma Salva Roma dal decreto crescita, in particolare dei commi 2, 3, 4, 5 e 6. A notte fonda, Conte in un post su Facebook prova a stemperare i toni, scrivendo che nel Consiglio dei ministri sul decreto crescita “è stato definito un percorso normativo a sostegno dei Comuni, a partire da Roma, in difficoltà finanziaria, sul quale il Parlamento potrà intervenire ancora in sede di conversione”.

Salvini: “Lega soddisfatta”. M5s: “Decideranno le camere”

Opposte le reazioni allo stralcio del Salva Roma. “La Lega è soddisfatta, i debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani ma restano in carico al sindaco”, esulta Salvini a fine serata. “La norma è stata approvata a metà, con i commi 1 e 7. E’ un punto di partenza, sul resto decideranno le Camere”, replicano fonti di governo M5S. Una visione quest’ultima successivamente confermata dal post di Conte su Facebook. Dal Campidoglio, la reazione allo stralcio della norma è secca. Se la norma alla fine non passasse Lega avrebbe fatto un dispetto a tutti i romani, sarebbe stato lo sfogo della sindaca Virginia Raggi ai suoi.

Spaccatura anche sul caso Siri

Ma le scorie della riunione di governo non finiscono qui. Il M5S perde in Cdm ma annuncia battaglia in sede di conversione di legge del decreto e avverte il leader della Lega che non farà sconti sulla vicenda Siri. Il M5S pone la questione al centro delle battute iniziali del Cdm, mantenendo il punto sulla necessità che il sottosegretario leghista si dimetta. Passa invece, apparentemente senza problemi, la norma sui rimborsi ai risparmiatori truffati delle banche. E il tetto dell’indennizzo diretto, tra la soddisfazione del pentastellati, aumenta da 100mila a 200mila.






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