il nuovo standard cambia il nome delle vecchie USB


Il processo di creazione di uno standard nel mondo tecnologico è molto complicato. Bisogna mettere d’accordo diversi attori del mercato, con rivalità interne importanti, prima di arrivare a definire delle specifiche comuni per tutti. Basta osservare quanto accaduto con le HDMI 2.1, il nuovo standard arrivato quest’anno sui televisori top di gamma, che ha impiegato molto tempo per essere portato a compimento.
Nel caso delle USB, fino a pochi anni fa era abbastanza semplice districarsi tra le varie revisioni della connessione, oggi però le cose stanno per cambiare e non certo in meglio, almeno dal punto di vista della comprensione dei vari standard. All’annuncio delle nuove USB 3.2 ha fatto seguito una revisione dei nomi delle precedenti versioni dell’interfaccia, che saranno tutte inglobate all’interno di una nuova nomenclatura che rischia di fare più confusione che altro.

La velocità raddoppia, la chiarezza no

Un tempo era piuttosto facile comprendere le differenze tra i diversi standard USB. All’inizio c’erano le USB 1.0, pensate per la connessione di periferiche come tastiere e mouse ma non adatte alla trasmissione di grandi quantità di dati, almeno per le esigenze del 1996. La banda passante disponibile era troppo piccola, così nel 1998 si penso a una prima revisione con l’introduzione delle USB 1.1, grazie al quale era possibile veicolare fino a 12 Mbit/s. All’inizio degli anni 2000 le esigenze in termini di trasferimento dati crebbero ancora, venne così lanciato lo standard USB 2.0, che portava il transfer rate a 480 Mbit/s. Da questo punto in poi ci fu la prima grande frammentazione dello standard, non tanto a livello di specifiche quanto più nel connettore utilizzato, che poteva avere forme differenti, come nel caso delle USB 2.0 Type A, Type B e le più recenti Type C. Nel 2007 è arrivato il turno delle USB 3.0, con velocità di trasferimento massima teorica di 4.8 Gbit/s, portando in dote anche quattro diversi connettori, a cui ha fatto seguito l’attuale USB 3.1, capace di un transfer rate di 10 Gbit/s e con ben cinque diversi profili di funzionamento, suddivisi per capacità di trasferimento dati ed energetica.
Già a questo punto si può capire come la complessità nella gestione dello standard USB sia aumentata considerevolmente nel corso del tempo, ora con l’arrivo delle nuove USB 3.2 il consorzio USB Implementers Forum ha deciso di dare un taglio con il recente passato, con una nuova nomenclatura che coinvolge tutte le USB 3.0 e 3.1.

Ma partiamo dalla vera novità annunciata, ovvero l’introduzione dello standard USB 3.2 2×2. La velocità di trasferimento dati raddoppia rispetto al passato, arrivando a 20 Gbit/s, e viene mantenuto come unico connettore il formato Type C. Visto l’aumento rilevante nel transfer rate l’utilizzo del nome USB 4.0 forse avrebbe creato meno confusione, anche perché l’USB Implementers Forum ha modificato i nomi dei precedenti standard.

Le USB 3.0 e 3.1 si chiameranno d’ora in avanti USB 3.2 Gen 1, mentre le USB 3.1 Gen 2 prenderanno il nome di USB 3.2 Gen 2. Per complicare ulteriormente la situazione, sarà possibile utilizzare i nomi SuperSpeed USB (velocità fino a 5 Gbps, corrisponde alle USB 3.2 Gen 1), SuperSpeed USB 10Gbps (per le USB 3.2 Gen 2) e SuperSpeed USB 20Gbps (per le nuove USB 3.2 2×2). Insomma, nel prossimo futuro fate attenzione alle specifiche, perché potreste acquistare un prodotto con USB 3.2 ma che in realtà è una semplice USB 3.0 con un nome differente.



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