Il Governo potrebbe costringere le radio a trasmettere una canzone italiana ogni tre



Archiviata la vittoria di Mahmood a Sanremo 2019, il Governo prepara una vera e propria rivoluzione per il mercato radiofonico italiano. L’ultima proposta arriva dalla Lega, che ha chiesto di modificare i palinsesti musicali delle radio nazionali.

Il presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera, infatti, ha presentato una proposta attraverso cui spera di valorizzare maggiormente la musica italiana, per tutelare la tradizione e premiare gli artisti esordienti. Il sistema pensato è molto semplice: la Lega vorrebbe che nei palinsesti radiofonici venga inserita una canzone italiana ogni tre tracce trasmesse.

Parlando con l’ADNKronos, Morelli spiega che attraverso questo sistema spera di “aiutare artisti e produttori del nostro Paesi” allo scopo di dare il via ad un confronto “ampio sulla creatività italiana e soprattutto sui nostri giovani“.

il testo della proposta è firmato anche dai deputati Maccanti, Capitanio, Cecchetti, Donina, Fogliani, Giacometti, Tombolato e Zordan. L’articolo 2 prevede che “le emittenti radiofoniche, nazionali e private” debbano riservare “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione“. E’ anche prevista una quota “pari almeno al 10 per cento della programmazione giornaliera della produzione musicale italiana è riservata alle produzioni degli artisti emergenti“.

Il testo, che dovrà essere approvato dal Parlamento, stabilisce anche che la vigilanza sull’applicazione della norma sia a discrezione dell’AGCOM e che “in aggiunta a quanto espressamente previsto dalla normativa vigente, l’Autorità, a fronte della reiterata inosservanza delle disposizioni di cui alla presente legge, può in ultima distanza disporre la sospensione dell’attività radiofonica da un minimo di otto ad un massimo di trenta giorni“.



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