il Giurì blocca le pubblicità Unlimited



Vittoria per Iliad contro Vodafone. L’attività di regolamentazione pubblicitaria, l’IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) ha dato ragione all’operatore francese a seguito di alcune denunce presentate dai legali.

Nello specifico, le pronunce pubblicate sul sito ufficiale sono tre. La prima riguardava le pubblicità pubblicate su internet e trasmesse in televisione relative alle Reti Vodafone “Giga Network 4.5”, la seconda quelle esclusivamente riguardanti internet e la terza le offerte telefoniche “Unlimited x3”, “Unlimited x4 Pro” ed “Unlimited Pro”.

Nella pronuncia 5/2019, il Giurìesaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni commerciali esaminate non sono in contrasto con il C.A.”.

Nella seconda pronuncia, la 6/2019 si legge che “il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che la comunicazione commerciale esaminata è in contrasto con l’art. 2 CA limitatamente alla informazione necessaria per comprendere la limitazione della navigazione “senza limiti” che non comprende i contenuti accessibili attraverso i link delle app, ed in questi limiti ne ordina la cessazione”.

E’ arrivata anche una contro pronuncia, la 3/2019, a seguito delle segnalazioni arrivate da Vodafone nei confronti di Iliad per i messaggi “l’offerta continua per ulteriori 50.000 utenti” – “l’offerta è dedicata a 200.000 utenti” – “4G/4G+ ove disponibile. Info su iliad.it”. In questo caso il Giurì, dopo aver esaminato gli atti h a stabilito che la pubblicità “6,99, visibile nel sito internet sino al 3/1/2019, è inottemperante alla decisione n. 78/2018, quanto alla relazione dell’offerta al raggiungimento delle dimensioni previste della platea dei destinatari“, mentre quella della promozione 4,99 “tuttora visibile nel sito internet, è inottemperante alla decisione n. 78/2018, quanto alla relazione dell’offerta al raggiungimento delle dimensioni previste della platea dei destinatari“. Infine, ha anche stabilito che “la pubblicità televisiva di Iliad è inottemperante alla decisione n. 82/2018, quanto alla insufficiente evidenza dei limiti dell’offerta” e per tale ragione ha ordinato la cessazione nei limiti indicati.



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