il futuro che non si può toccare


L’era degli smartphone pieghevoli è iniziata. Samsung e Huawei hanno fatto la prima mossa, annunciando il Galaxy Fold e il Mate X, i primi dispositivi pieghevoli ad arrivare sul mercato. Dopo un lungo sviluppo, il mondo tecnologico è finalmente pronto a dare il via a una nuova rivoluzione, e lo fa divorando uno dei dispositivi che lo ha caratterizzato negli ultimi anni, ovvero il tablet. Con i nuovi foldable questi sono destinati a scomparire, almeno nelle varianti più piccole, ma non nell’immediato.
La necessità di innovare infatti, dettata dal trend di vendite negativo che ha investito tutto il settore della telefonia, ha portato a un’accelerata nello sviluppo dei dispositivi pieghevoli, e il risultato sono le presentazioni viste in queste in questi ultimi giorni.
Tanta voglia di cambiare le carte in tavola, tanto entusiasmo, pubblico a bocca aperta, ma alla fine né Samsung e né Huawei hanno fatto provare i loro nuovi device a nessuno, se non durante test controllati e limitati a poche funzionalità, un segno evidente dello stato ancora prototipale dei nuovi foldable.

Un futuro ancora tutto da scoprire

Durante l’evento di presentazione del Samsung Galaxy S10 e del Galaxy Fold a Londra ci aspettavamo di vedere dal vivo il pieghevole della casa coreana ma così non è stato. Huawei, nel corso del Mobile World Congress, ha permesso di dare uno sguardo più da vicino al Mate X, ma anche in questo caso non ci sono state delle vere e proprie prove del prodotto. Da questo si possono trarre due indicazioni. La prima è che i foldable non sono ancora pronti per il pubblico, e nemmeno per essere testati dalla stampa di settore, segno dello sviluppo acerbo del software. Anche sul fronte hardware però rimangono diversi dubbi, il più importante dei quali è la curvatura del pannello, che rimane visibile anche quando questo dovrebbe essere completamente teso. Samsung è più avanti di Huawei sotto questo fronte, la casa coreana lavora a questa tecnologia dal 2011 e il suo Fold non sembra presentare una piega al centro del pannello, in corrispondenza della curvatura.

Samsung è stata brava a mostrare il prodotto nelle condizioni di ripresa ottimali, celando eventuali piccole imperfezioni: se ci sono dovrebbero essere minime rispetto al Mate X. Lo smartphone di Huawei, anche quando aperto, non riesce ancora a tendere alla perfezione il pannello OLED al centro dello schermo, ma mancano ancora diversi mesi al suo arrivo sul mercato, per cui ulteriori sviluppi apporteranno i dovuti cambiamenti.

Anche sul fronte software non mancano le incognite, in questo senso sarà determinante il supporto degli sviluppatori, che dovranno adattare le applicazioni ai nuovi dispositivi. Il lento processo di conversione all’aspect ratio 18:9-19:9 delle app, che prosegue ancora oggi, si ripeterà anche con gli schermi dei nuovi pieghevoli, con la differenza che non ci saranno i grandi numeri a convincere gli sviluppatori ad aggiornare le proprie applicazioni, almeno nell’immediato.
Gli smartphone pieghevoli sono dispositivi molto costosi, si parte infatti dai 2000€ del Galaxy Fold fino ai 2300€ del Mate X. Per tutto il 2019, e probabilmente anche il prossimo anno, i possessori di telefoni pieghevoli saranno molto pochi, lasciandoci scettici sulla velocità di adattamento delle app.

L’accelerazione nello sviluppo dei foldable è comunque necessario, già oggi, per ridare entusiasmo a un settore che ha visto un calo importante nelle spedizioni lo scorso anno. La recessione è iniziata da tempo ma nei prossimi anni gli effetti si faranno più evidenti, l’innovazione è quindi fondamentale per far ripartire le vendite e favorire il ricambio dell’attuale parco dispositivi.

Non saranno tuttavia Galaxy Fold e Mate X ad invertire questo trend, visti i prezzi, che tagliano fuori praticamente tutti gli utenti del mercato attuale, rientrando in pieno nei prodotti di lusso. Col passare del tempo e con l’abbattimenti dei costi la situazione cambierà, ma è praticamente impossibile dare tempistiche realistiche in merito.
Certo è che questa rivoluzione parte con un piede diverso da quella che ha visto protagonista lo smartphone. Quando Apple presentò il primo iPhone, un dispositivo che ha davvero cambiato il mondo, per essere tra i primi a far parte di questa rivoluzione bastavano 499$, oggi ne servono quasi 2000. Un segno dei tempi che cambiano e della complessità delle attuali tecnologie, talmente avanzate che migliorarle è diventato difficile e costoso. Insomma, la tecnologia è per tutti ormai, ma l’innovazione ha un prezzo e solo in pochi possono permetterselo.



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