Grembiuli a scuola, ministro Bussetti: “Permette inclusione sociale: alunni più a loro agio in classe”


I grembiuli in aula “li ho indossati anche io, li ho portati e credo che permettano, dal punto di vista dell’inclusione sociale, di far sì che tutti gli studenti e i nostri alunni possano sentirsi a miglior agio all’interno delle classi”. A dirlo è il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, che ha commentato favorevolmente la proposta lanciata dal vicepremier Matteo Salvini di reintrodurre l’obbligo del grembiule a scuola.

La proposta di Salvini

Salvini aveva proposto di reintrodurre l’obbligo sia lo scorso gennaiosia a marzo. Il primo maggio è tornato ad affrontare il tema. “Visto che tutti i bimbi sono uguali – ha detto in quell’occasione – io nel nome della parità di tutti rimetterei un bel grembiulino. Così non c’è quello con la felpa da 800 euro e quello con le scarpe da 20 euro”. Il leader della Lega ha poi aggiunto che, dopo questa proposta “qualcuno a sinistra dirà che voglio tornare al Ventennio”.

La Cgil: “Disuguaglianze non si combattono con il grembiule”

Chi si schiera nettamente contro è il sindacato Flc Cgil: “In questa ininterrotta, aggressiva e spesso irragionevole campagna elettorale, il ministro degli Interni interviene ancora una volta sulle necessità del mondo della scuola, manifestando l’intenzione di reintrodurre l’uso del grembiule per riportare ‘ordine e disciplina’ e combattere le condizioni di disuguaglianza sociale. Ci preoccupa che a farsi portavoce delle istanze del sistema di istruzione sia il ministro degli Interni, dal momento che la scuola non è una caserma, l’educazione non è un problema di ordine pubblico”, afferma in una nota. “Ricordiamo al ministro, inoltre, che le distanze sociali non si nascondono sotto un “grembiulino”, ma si combattono con una scuola più uguale, inclusiva, accessibile a tutti fin dall’infanzia”, conclude il sindacato.






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