Governo, tregua tra i due vicepremier. Salvini: “Si va avanti”


Dopo giorni di tempesta politica, arriva la tregua nel governo. A siglarla sono i due vicepremier nonché i due azionisti della maggioranza Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che si sono visti per un colloquio di un’ora finalizzato a mettere pace tra M5s e Lega, ai minimi storici a seguito degli scontri su Tav, il caso dei presunti fondi russi al Carroccio e la battaglia sulle autonomie. “È andato bene, si va avanti”, ha detto il ministro dell’Interno lasciando Palazzo Chigi dopo il vertice. “Non è stato un pranzo –  dice Salvini –  Io ho mangiato una mozzarella a casa. Ma l’incontro è andato bene”. Il premier Giuseppe Conte, dal canto suo, chiede di andare avanti a lavorare e di smettere con le chiacchiere. Il Pd, nel frattempo, presenta una mozione di sfiducia nei confronti di Salvini.

Conte: non cerco nuova maggioranza

Il premier non rinuncia a replicare a Salvini, che ieri aveva accusato il presidente del Consiglio di aver cercato una nuova maggioranza di sostegno all’esecutivo nel corso del suo intervento al Senato. “Che io possa andare in Parlamento a cercare una maggioranza alternativa è assolutamente fantasioso. Non fate i peggiori ragionamenti da Prima Repubblica. Restituiamo alla politica la sua nobiltà”, ha risposto oggi Conte, per poi aggiungere: “L’incontro Salvini-Di Maio? È cosa buona e giusta”.

Salvini: “Andiamo avanti”

“No, non l’ho visto”. Così Salvini ha invece risposto ai cronisti che gli chiedevano se dopo Di Maio a Palazzo Chigi avesse visto anche Conte. E a chi gli chiedeva cosa rispondesse al presidente del consiglio sul fatto che bisogna lavorare e non far polemiche, il leader del Carroccio ha replicato: “Bene, perfetto, sono d’accordo”.

Il Pd presenta mozione di sfiducia contro Salvini

Intanto, contro Salvini i senatori del Partito democratico hanno presentato una mozione di sfiducia individuale. Con i 52 parlamentari dem hanno firmato anche l’ex M5s Gregorio De Falco e Riccardo Nencini. “Appare di una gravità assoluta”, si legge nel documento, che “il Ministro dell’interno avrebbe rilasciato dichiarazioni mendaci in almeno due importanti occasioni”, come “confermata proprio dalle dichiarazioni rese dal Presidente del Consiglio” ieri in Aula al Senato. La mozione di sfiducia ripercorre l’intera vicenda che collegherebbe la Lega alla Russia, a partire dalla registrazione pubblicata il 10 luglio 2019 dal giornale americano online BuzzFeed.






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