Governo senza sottosegretari toscani, scontro nel Pd


La squadra dei sottosegretari è fatta, ma l’assenza di toscani fra i 18 esponenti del Pd provoca malumori all’interno dei Dem. I renziani, con in testa Maria Elena Boschi e il sindaco di Firenze Dario Nardella, vanno all’attacco del segretario Nicola Zingaretti e dell’altra area del partito. Il leader prova a stemperare la tensione. Ma tra i Dem torna lo spettro della scissione, dei gruppi parlamentari autonomi, mentre lo stesso Zingaretti rilancia con M5S per un’intesa alle regionali. Altro terreno potenziale di scontro tra le due fazioni interne al partito.

Boschi: “Spero non sia un modo per colpire Renzi”

L’assenza di toscani tra sottosegretari e viceministri Pd “spero non sia semplicemente un modo per colpire Renzi e il nostro gruppo – ha detto Boschi -, perché non credo che sia giusto né che se lo meritino i cittadini toscani. Certo da toscana – ha aggiunto – sono dispiaciuta che non ci sia nessun toscano al governo perché credo che i risultati delle amministrative e delle Europee hanno dimostrato che il nostro è un territorio in cui il nostro partito è forte,capace e con consensi”.

Nardella: “Si dica se è vendetta contro vecchia maggioranza”

Critico anche il sindaco di Firenze Nardella: “Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato”. Per Nardella “è inconcepibile e assurdo che il Pd tenga fuori da questo governo la regione in assoluto che ha dato più voti e più consenso a questo partito con il capoluogo Firenze dove si è toccato il record di voti nelle ultime elezioni”.

Zingaretti: “Nessun tipo di discriminazione politica”

Polemiche che Zingaretti ha provato a spegnere sul nascere: “Non c’è nessun tipo di discriminazione politica, non era questo e non è mai stato questo l’obiettivo di nessuno”. Sullo spettro scissione che agita il partito, il segretario Dem ha aggiunto: “Non ricominciamo con i tormentoni, è finito quello dei 5 stelle e adesso ne inizia un altro fondato semplicemente sul nulla. Non sono argomenti all’ordine del giorno, concentriamo il nostro dibattito su come creare lavoro e sviluppo, come ricostruire un moderno stato sociale. Queste sono le vere grandi questioni che devono essere al centro del confronto politico”.

Fonti renziane: “Matteo ormai ha deciso”

Il caso è tutt’altro che chiuso e la questione sottosegretari potrebbe diventare il casus belli per una scissione di cui si parla da tempo. Fonti renziane però contestano un rapporto di causa-effetto e fanno capire che potrebbe avvenire comunque. “Matteo ormai ha deciso”, dice una parlamentare rimasta fuori dalle nomine di sottogoverno.

Guerini: “L’importante è che il governo lavori per il Paese”

A Cortona, dove per tre giorni è in corso la convention di AreaDem di Dario Franceschini, il tema è stato evitato. Andrea Orlando, vicesegretario vicario Pd, dal palco ha detto: “Ora vedo che ci sono polemiche territoriali. Ma non eravamo gli stessi che fino a qualche settimana fa dicevano che bisognava fare qualsiasi cosa per fermare Salvini? O c’è stata una rimozione collettiva?”. Ancora più significative le parole di Lorenzo Guerini, un tempo renziano, che pur affermando di capire le lamentele, ha sottolineato che “l’importante è che il governo lavori per tutto il Paese” e ha auspicato “che Renzi resti una personalità del Pd”.






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