Governo, Giorgetti: “Così non si può andare avanti”. Conte al Colle








Resta alta la tensione tra M55 e Lega a tre giorni dal voto per le Europee. “La stabilità è importante, ma no all’immobilismo”, aggiunge il sottosegretario. Il premier intanto vede Mattarella per sciogliere alcuni nodi legati all’approvazione del dl sicurezza

Incontro al Quirinale tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: sul tavolo, a tre giorni dalle elezioni europee, ci sono diversi temi dell’agenda politica. Tra questi il decreto sicurezza, su cui il capo dello Stato ha già espresso criticità nei giorni scorsi in un colloquio riservato con il premier. Intanto non si placano le tensioni all’interno dell’esecutivo gialloverde, che continua a essere diviso su due provvedimenti chiave: il dl sicurezza, caro alla Lega, e quello famiglia, fortemente voluto dal M55. A riaccendere la miccia dello scontro il sottosegretario Giancarlo Giorgetti. Nel corso di un incontro con la stampa estera, ha dichiarato: “La mia riflessione è che se c’è un governo del cambiamento deve farlo e non vivere di stallo, deve fare le cose. Faccio questa riflessione dopo settimane in cui il governo ha avuto problemi. Non accuso nessuno, tantomeno il premier, ma così non si può andare avanti, senza affiatamento. Questo affiatamento va ritrovato, sennò non si va avanti”. Giorgetti ha spiegato che oggi non ci sarà il Consiglio dei ministri per “incombenze tecniche”.

 

Giorgetti: “Stabilità è importante ma no a immobilismo”

“Sono dispostissimo a fare un passo indietro – ha proseguito Giorgetti -, se me lo chiedono e se non ritengono utile la mia posizione. Quanto al governo la stabilità è importante ma no all’immobilismo. La campagna elettorale mi ha fatto vedere un Paese vitale, dobbiamo esserne all’altezza”. “Squadra vincente non si cambia: al netto delle ultime tre settimane, questa squadra ha fatto bene. E il consenso lo dimostra, tranne le ultime settimane”, ha poi precisato il sottosegretario, che ribadisce di non aver attaccato il premier. “Il presidente Conte – ha detto – è tecnico ed espressione dei Cinque Stelle: non l’ho accusato di nulla. Io al governo porto il contributo della Lega”.

 

Salvini: “No rimpasti”. Di Maio: “Lega ha nostalgia di Berlusconi”

Intanto non si placano le tensioni neanche tra i due leader dei partiti di maggioranza, anche se Matteo Salvini prova a rassicurare gli alleati: “Lunedì non cambia niente al governo perché si vota per l’Europa. Anche se la Lega vincerà, come sembra, non chiedo un ministro o una poltrona in più. E spero che i toni si abbassino”. Posizione ribadita anche da Giorgetti: “Di rimpasti, di queste cose da Prima Repubblica non ci interessa niente. Parlo per la Lega e credo anche per i Cinque Stelle”. Una risposta alle preoccupazioni del capo pentastellato Luigi Di Maio riguardo alla possibilità che dopo le elezioni il Carroccio possa chiedere un rimpasto di governo. E anche oggi Di Maio torna a chiedersi: “La Lega chiede un voto per l’Europa o per la crisi di governo? Io credo che parte della Lega abbia nostalgia dei governi con Berlusconi”. Ma, aggiunge, “io sono per il governo. Noi siamo stati leali e pensiamo alla fase 2 per rilanciare il ceto medio”.

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