Governo, Di Maio: “Lega? Il suo peso è un terzo, il nostro due terzi”


“Il mio ruolo dura altri 4 anni”. Il vicepremier Luigi Di Maio torna a ribadire la sua intenzione di continuare a restare capo politico del M5s e, al contempo, la volontà di tenere in vita l’esecutivo gialloverde, nonostante i recenti tonfi elettorali – l’ultimo domenica alle Regionali in Sardegna – e gli scontri con l’alleato di governo. “Il peso” all’interno dell’esecutivo, sottolinea Di Maio, “è due terzi del Movimento 5 Stelle e un terzo della Lega”. Comunque, aggiunge, “abbiamo sempre lavorato bene”. Riferendosi alle recenti polemiche con il ministro dell’Economia, che si è schierato a favore della Tav, Di Maio assicura: “Confermo la fiducia in Tria. Siamo una squadra”. “Smentisco tutti i retroscena sugli attriti. È stato un vertice operativo”, chiarisce, giustificando così l’incontro di ieri a Palazzo Chigi. Per poi chiosare: “Non è una novità che all’interno del governo ci siano visioni differenti”. 

“Le nostre misure sono contro la crisi, non blocchiamo crescita”

Per quanto riguarda le preoccupazioni espresse dalla Commissione europea sulla manovra italiana, il ministro dello Sviluppo economico si dice tranquillo: “Non credo che le nostre misure stiano bloccando la crescita”. Secondo Di Maio, gli interventi del governo, al contrario, “servono ad uscire da uno stato di crisi nel quale si trova l’Unione europea”. Proprio oggi il suo ministero ha annunciato la firma del decreto interministeriale che “abbassa in media del 32% le tariffe Inail”: secondo una nota del ministero del Lavoro si tratta di “uno sgravio importante per le aziende che lo aspettavano da 20 anni”. Oggi, spiega Di Maio, “iniziamo ad abbassare il cuneo fiscale per le imprese, oltre 500 milioni di euro di risparmi per le aziende dalla revisione delle tariffe Inail nel 2019”.

“Sarti? Credo che sua espulsione sia doverosa”

Il capo politico del M5s interviene anche sul caso di Giulia Sarti, la deputata grillina che si è autosospesa a seguito della richiesta di archiviazione del fascicolo a carico del suo ex fidanzato, da lei denunciato in relazione alla vicenda dei mancati bonifici al fondo per il micro credito. Per Di Maio le sue dimissioni dalla presidenza della commissione Giustizia della Camera sono un “atto doveroso”. Mentre sull’espulsione dal Movimento – spiega – si dovrà attendere la valutazione dei probiviri. “Credo – aggiunge Di Maio – che l’espulsione sia doverosa”.






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